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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 741
ISPICA - 05/01/2008
Attualità - Ispica - Il macrospopico errore rilevato da Mario Santoro

Di chi è l´isola dei Porri?
Ad Ispica non risulta

Ne è prova la planimetria allegata allo Statuto, che evidenzia solo la zona terrestre Foto Corrierediragusa.it

Il Comune cede l’isola dei Porri alle città di Pachino, di Rosolini, di Modica, di Pozzallo e di Noto. Lo sancisce la pubblicazione, sul supplemento straordinario della Gazzetta ufficiale numero 59 del 2007, dello Statuto comunale. Nello specifico, nell’articolo 10, che contempla la delimitazione del territorio, non vi è riferimento alcuno sull’isola, o meglio, sulla sua appartenenza ad Ispica. Ne è prova tangibile la planimetria allegata allo Statuto pubblicato, che evidenzia solo la zona terrestre e non l’isola dei Porri.

Il fatto è stato denunciato dal consigliere Mario Santoro (nella foto), di Sviluppo e Solidarietà, che ha sempre nutrito riserve sulla validità dei contenuti dello Statuto.

«L’articolo 10 del nuovo Statuto comunale ispicese ? scrive in un documento il consigliere Santoro ? nel delimitare il territorio del Comune non fa cenno all’isola dei Porri, in quanto afferma che è delimitato dal territorio dei Comuni di Pachino, di Rosolini, di Modica, di Pozzallo, di Noto e dal Mare Mediterraneo. Dalla lettura del testo pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, si evidenzia quindi un errore gravissimo, peraltro, in contrasto con la volontà del Consiglio comunale: l’isola dei Porri, prospiciente la spiaggia di Santa Maria del Focallo, non fa parte del territorio del Comune di Ispica.

Questo evidentissimo errore sancisce ? conclude il consigliere Santoro ?, in modo ulteriore, la fretta e le inesattezze contenute nel testo dello Statuto ed è auspicabile che l’amministrazione receda dalla decisione di portarlo avanti così com’è».

Le perplessità di Santoro sullo Statuto sono state purtroppo confermate. Il consigliere, nel recente passato, ne aveva criticato la validità. Le sue contestazioni sono poi scaturite in un ricorso, fatto pervenire al presidente della Regione, Totò Cuffaro. Un ricorso, ancora oggi pendente, dove si evidenziano i molteplici errori contenuti nello Statuto.