Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1469
ISPICA - 07/03/2011
Attualità - Ispica: lo ha stabilito il sindaco Piero Rustico

Licenze liberalizzate a Ispica, spazio a nuovi locali pubblici

"Si tratta di un provvedimento – spiega il primo cittadino – capace di cambiare l’economia cittadina"

È stata liberalizzata l’apertura di nuovi, pubblici esercizi commerciali. Lo ha stabilito il sindaco Piero Rustico, emanando un provvedimento «ad hoc» che non subordina più le «aperture» ai parametri numerici stabiliti dal Comune negli anni 1993 e 1995.

Con la soppressione dei parametri numerici, sarà quindi incentivata l’apertura di nuovi esercizi commerciali, in virtù dell’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 59 del 23 aprile 2010 che, recependo la Direttiva Bolkestein di rango comunitario, ha introdotto anche in questo settore i principi di libertà e di concorrenza imprenditoriale. Determinando, di fatto, la liberalizzazione delle aperture di bar, ristoranti ed esercizi commerciali «a scopo vendita» di alimenti e bevande in genere.

«Si tratta di un provvedimento – spiega il primo cittadino – capace di cambiare l’economia cittadina, fornendole un nuovo slancio ed un maggiore impulso: in questa difficile congiuntura economica quotidianamente vissuta, la liberalizzazione dell’apertura degli esercizi commerciali è la misura più idonea a stimolare l’iniziativa dei locali imprenditori, estendendo le occasioni di rilancio economico e di crescita sociale della città».

La nuova determina sindacale, quindi, recepisce il profilo assai vantaggioso del nuovo Decreto. Ciò è reso possibile in virtù della considerazione che i sessantatre pubblici esercizi attivi, distribuiti in modo omogeneo nel tessuto urbano della città, rappresentano una cifra certamente proporzionata.

La soppressione del numero chiuso non si ritiene quindi capace di determinare un aumento di pubblici esercizi tale da poter creare particolari problematiche di sostenibilità ambientale, sociale e di vivibilità o mobilità dei residenti.