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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1232
ISPICA - 20/12/2007
Attualità - Ispica - Forse si è arrivati al capolinea di una vicenda difficile

Oggi il giudice del tribunale
dei minori di Catania decide
sulla sorte dei bimbi contesi

Ispica è fiduciosa su una soluzione in favore dei due fratellini Foto Corrierediragusa.it

«La sentenza che emetterà oggi la Corte d’Appello per i Minori di Catania sarà idonea a porre fine al contenzioso fra i genitori dei piccoli. Invero, una decisione che confermi la prescrizione alla madre di non espatriare con i minori, assumerà carattere prevalente sull’altro di segno opposto attualmente esistente proprio perché emesso nell’interesse dei minori.

Viceversa, una decisione che non confermi detta prescrizione metterà la madre nelle condizioni di esercitare il suo diritto di rientrare in America con i figli. Sono comunque sicuro che anche il padre si adeguerà alla decisione definitiva dell’autorità giudiziaria»: è quanto commenta l’avvocato del padre dei fratellini di 4 e 6 anni, il sindaco Piero Rustico, alla luce di quel che potrebbe accadere, oggi, dopo il verdetto che emetterà il giudice. La sentenza potrebbe finalmente dirimere l’intricata vicenda che da una settimana tiene con il fiato sospeso l’intera comunità ispicese.

Continua a non spezzarsi, invece, la catena umana che si stringe attorno ai due bambini ed alla famiglia del padre. L’attenzione rimane alta, nonostante il ministro di Grazia e Giustizia, Clemente Mastella, abbia garantito che fino ad oggi i fratellini non lasceranno la casa del padre.

La madre dei bambini contesi, dal canto suo, annuncia che non lascerà l’Italia se non con i figli al suo seguito. «Mi attengo alla legge ? spiega la donna ? e in essa ho fiducia. La legge ha stabilito che i bambini devono seguire la mamma e su questo verdetto io mi baso».

La sua fermezza e la lucidità con le quali si è espressa hanno condotto a domandarle se stesse, però, pensando più a se stessa che al bene dei suoi figli che, com’è ben noto, non vogliono abbandonare il padre. «Se per un attimo ? ha risposto imperturbabile ? avessi colto, in quelle ore trascorse con i miei figli a cavallo tra domenica e lunedì, atteggiamenti di distacco, disagio, mancanza di affetto e di affettuosità, avrei rivisto la mia posizione come qualunque madre che pensa, prima di ogni cosa, al benessere dei propri figli.

Nel momento in cui ? aggiunge ? ho potuto riabbracciare i piccoli, per me e per loro, e come se si fosse annullato tutto quel periodo in cui siamo stati distanti. Per sei mesi ? si sfoga la donna ? ho atteso i miei bambini. Con il mio ex marito, eravamo d’accordo che li avrebbe condotti da me il 17 luglio.

E invece non ho più avuto sue notizie. Tanto da indurmi a cercare lui e i miei figli grazie all’ausilio di un sito internet che ho allestito, in quanto risultavano irreperibili. La scarsa conoscenza della lingua italiana mi ha fatto scrivere sul sito la parola «rapiti», rivolta alla «scomparsa» dei bambini. Per questo motivo, ora, pende sul mio capo una denuncia».

Sul verdetto che sarà emesso domani e che dovrebbe finalmente dirimere la vicenda si esprime anche il legale della madre dei due fratellini. «Solo in quel momento ? spiega l’avvocato Giuseppe Barletta Caldarera ? i due provvedimenti entreranno davvero in conflitto. Infatti, bisogna smentire che esistono due provvedimenti.

Il pronunciamento del Tribunale dei Minori, emesso a luglio e che vieta l’estradizione dei due minori, è stato effettuato senza ascoltare la controparte ed è stato revocato dal medesimo organismo il 15 novembre: il giorno dopo l’emissione del provvedimento che ordina il rientro in California. Questo provvedimento è l’unico in vigore e mi domando ancora il motivo per cui non sia stato applicato. Io e la madre dei bambini ? conclude ? abbiamo finora evitato qualsiasi commento nell’esclusiva tutela dei due minori».

Martedì, è stato però diffuso un video, girato venerdì scorso, nel quale appare evidente il tentativo di un’assistente sociale di strappare con la forza i bambini dalle braccia dei familiari.