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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 833
ISPICA - 25/09/2010
Attualità - Ispica: l’ex assessore spiega il progetto acquisito dal comune

Ripascimento delle coste ispicesi, parla Mozzicato

La risoluzione del problema legato all’erosione
Foto CorrierediRagusa.it

Il Comune ha acquisito il progetto atto alla tutela integrata della fascia costiera. Il deposito del documento ha segnato un importante passo verso la risoluzione del problema legato all’erosione della costa, che ha lasciato senza spiaggia oltre due chilometri di litorale.

La tutela integrata indica la compartecipazione di due interventi: l’innesto a riva del ripascimento morbido e, a largo, la collocazione di quattordici barriere calcaree ad ovest della provinciale 67, in direzione del porto di Pozzallo, che impediranno la dispersione delle sabbie.

Paolo Mozzicato (nella foto), ex assessore alla fascia costiera, ha seguito, e continua a partecipare nella qualità di geologo, l’iter progettuale antierosione sin dalle prime fasi e non esita ad affermare che, con il deposito del progetto, «è stata imboccata la strada giusta per porre fine al degrado in cui ha versato, negli ultimi venti anni, il litorale».

Questo faraonico intervento strutturale, insieme con il Piano utilizzo demanio marittimo (Pudm) e il Piano strategico fascia costiera, secondo Mozzicato, «rappresentano il più adeguato modello di sviluppo volto al rilancio turistico ed economico della fascia costiera. Nella parte di spiaggia interessata dall’erosione, le residenze estive risultano infatti disabitate, impossibili da affittare e, soprattutto, da vendere. Inaccettabile condizione, questa, per il potenziale turistico, economico rappresentato da Santa Maria del Focallo e Marina Marza».

L’iter progettuale antierosione ed amministrativo è stato evaso, nel 2010, con l’espletarsi delle propedeutiche operazioni di gara per assegnare i servizi di ingegneria, degli studi geologici (obbligatori) e con l’affidamento dell’appalto. Si è poi passati alla stesura del progetto definitivo generale e di quello esecutivo, primo stralcio.

«Le fasi progettuali – spiega Mozzicato, addentrandosi nell’intricata matassa tecnica – sono state precedute dalla redazione di tutti gli studi tecnici, specialistici e ambientali necessari per una progettazione delicata come quella lungo la costa. Rilievi ed indagini hanno permesso di caratterizzare l’area sotto tutti i punti di vista utili alla progettazione da effettuare».

L’esecuzione dei rilievi e delle indagini, è bene sottolineralo, sono stati preventivamente autorizzati dalla Capitaneria di porto di Pozzallo.

Nelle fasi propedeutiche del progetto, l’obiettivo è stato quello di trovare «materiale». «Più che altro – delucida Mozzicato – è stato cercato «materiale» compatibile con quello già presente, in quanto la compatibilità delle sabbie garantisce il successo dell’innesto del ripascimento. In buona sostanza, il ripascimento deve attecchire come una pianta. Poi, saranno create delle piccole strutture «trappola» che non consentiranno una veloce erosione delle sabbie, affinché il lento apporto proveniente da ovest possa compensarne l’asporto dovuto all’azione del mare, in un equilibrio erosione, deposizione».

Identificare le sabbie adatte all’intervento di ripascimento rappresenta in pratica il fulcro della riuscita del progetto.

«Le sabbie ritenute compatibili – informa Mozzicato – sono state riscontrate sott’acqua. Nello specifico, sia nel sottoflutto alle opere portuali esistenti, ad est del tratto di spiaggia interessato dal progetto, sia all’interno delle aree portuali stesse o presso cave sottomarine autorizzate alla coltivazione di sabbie «relitte». Tali sabbie sono state valutate per quantità volumetrica, composizione granulometrica e mineralogica. Quindi, adatte per il ripascimento».

Le indagini batimetriche e morfobatimetriche (cioè la forma e la natura del fondale antistante la linea di costa) ed il rilievo di praterie di alghe protette dalla normativa comunitaria hanno inoltre permesso di verificare la disposizione delle opere di protezione della costa con le correnti e l’evoluzione della costa stessa. «Infatti il progetto – evidenzia Mozzicato – prevede anche la realizzazione di barriere in roccia calcarea (pennelli) che agiscano come piccoli sbarramenti, in modo tale che le sabbie non siano velocemente trasportate via dalla corrente, come accade adesso, ma siano intrappolate da esse».

Si tratta in sostanza di pennelli che «sbarrano» i sedimenti trasportati dalle correnti lungo la costa, spezzandone l’energia, al fine di fare depositare gli stessi e non permettere l’erosione di quelli ripasciti.

L’approvazione definitiva del progetto generale ammonta a 13 milioni 750 mila euro, dei quali 9 milioni 256 mila euro per i lavori. Seguirà l’appalto dello stralcio esecutivo per il quale sono già disponibili 3 milioni 600 mila euro. I tempi per l’approvazione e l’appalto non dovrebbero superare i 180 giorni.