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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1032
ISPICA - 18/09/2010
Attualità - Ispica: sono stati 300 mila gli euro spesi dal Comune

Amministrazione di Ispica sprecona, il Pd attacca

«Le folli spese» sostenute dall’amministrazione comunale non sono state gradite dall’opposizione

Sono stati 300 mila gli euro spesi dal Comune, impiegati nelle manifestazioni del cartellone estivo. Un programma, secondo i rappresentati del Partito democratico (Pd), caratterizzato da eventi che «si sono rivelati autentici flop», denunciando «le folli spese» sostenute dall’amministrazione comunale.

La città che descrive il Pd «è rimasta vuota diversi giorni dell’estate appena trascorsa: bar e ristoranti hanno lamentato l’assenza di turisti, ma anche l’impossibilità di lavorare nel modo migliore per i divieti imposti dall’amministrazione. E i giovani hanno preferito Pozzallo e Marzamemi alla locale, non bene identificata «movida»».

Il Pd procede quindi ad enucleare gli «eventi sperpero» che hanno «riempito» il programma dell’estate ispicese. «In primis Zagara e Rais - indicano i consiglieri comunali Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo - costata agli ispicesi oltre 28 mila euro, che, incredibilmente, non ha visto la partecipazione dei consiglieri di maggioranza. Poi, Ispicarte.

La kermesse, costata ben 17 mila euro, è riuscita a richiamare solo l’attenzione di pochi intimi, dato che la maggior parte degli ispicesi erano attratti dagli eventi nei comuni vicini. Ed ancora, la Notte dei sapori che, per la prima volta, dopo diverse edizioni, non ha registrato la presenza degli anni precedenti ed è costata quasi 70 mila euro. Eccessivi sono infine risultati i 55 mila euro spesi per Fiorella Mannoia, che si è esibita in concerto per ferragosto».

I molti eventi, le serate dedicate alla musica ed al teatro, i tornei di calcetto avrebbero dovuto quindi richiamare l’attenzione dei turisti. Secondo il Pd, però, «neppure gli ispicesi hanno scelto di restare in città, preferendo gli appuntamenti in calendario negli altri comuni. Non c’è stata un’iniziativa che abbia determinato ricadute economiche positive.

Tutto questo denaro pubblico sperperato – concludono Muraglie e Roccuzzo – poteva spendersi per aiutare le famiglie in difficoltà, far partire i cantieri di lavoro pubblici creando occupazione, aiutare commercianti ed artigiani con degli sgravi fiscali per far ripartire l’economia locale e aiutare i giovani a crearsi un futuro scegliendo di restare ad Ispica».