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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1431
ISPICA - 01/09/2010
Attualità - Ispica: occorreranno 13 milioni 750 mila euro

Da Ispica lo stop all´erosione della fascia costiera

Depositato al comune il progetto inerente alla tutela integrata della costa di Santa Maria del Focallo e di Marina Marza
Foto CorrierediRagusa.it

L’erosione della fascia costiera potrebbe essere presto arginata. I geologi Paolo Mozzicato e Salvo Puccio, insieme con gli ingegneri Massimo Brocato e Carmelo De Caro hanno depositato al Comune il progetto inerente alla tutela integrata della costa di Santa Maria del Focallo e di Marina Marza. Si tratta del ripascimento morbido e pennelli (barriere) calcarei nel primo caso e del rifacimento delle gabbie in ferro che contengono la scogliera di Punta Castellazzo nel secondo caso.

I tempi atti all’approvazione e la successiva gara d’appalto da bandire non dovrebbero superare i 180 giorni. Tempi definiti minimi dai tecnici redattori del progetto, dettati dalle procedure ambientali necessarie sulle opere da realizzare e dalle fasi di pubblicistica e procedurali dell’appalto stesso.

Il progetto generale ammonta a 13 milioni 750 mila euro. Sarà sottoposto agli Enti competenti in sede di Conferenza dei servizi per l’approvazione. Seguirà l’appalto del primo stralcio esecutivo, finanziato per 3 milioni e 600 mila euro dal ministero dell’Ambiente, i cui lavori dovrebbero prendere il via, presumibilmente, entro la fine dell’anno.

I tratti di costa, oggetto del piano di ripascimento morbido, ricadono nell’unità «fisiografica» numero 7 (Punta Braccetto, Isola delle Correnti) della perimetrazione del Piano assetto idrogeologico della Regione, caratterizzata dalla presenza di Siti di interesse comunitario (aree Sic). I processi erosivi insistenti sulla zona, dovuti alla mancanza di un apporto solido (sabbia) ed acuiti dalla forte pressione antropica e dalla presenza di infrastrutture portuali che costituiscono ostacolo alla normale deriva dei sedimenti, hanno causato un rilevante arretramento del litorale. Esaminata la natura del fenomeno, si è deciso di incentrare la progettazione sulla ricerca ed il conseguente trasporto di sabbie di adeguata «granulometria» e composizione, dragate da cave individuate nei fondali marini antistanti alla costa e dislocate lungo l’arenile. Si tratterebbe di un avanzamento totale di circa 45 metri.

Il ripascimento sarà protetto dalla collocazione di manufatti calcarei (lunghi da 50 a 100 metri, detti pennelli), perpendicolari alla costa. I pennelli, posizionati secondo specifiche angolazioni ed estensioni, tratterranno le sabbie rinascite, evitando che l’azione idrodinamica del moto ondoso le allontani nuovamente.

Ulteriori interventi riguarderanno la collocazione di piccole barriere «soffolte» nelle calette ad est di Santa Maria del Focallo e posizionare rocce calcaree di adeguato peso e volume in funzione dell’energia idrodinamica che ne ha causato erosione e fenomeni di crollo volte a proteggere la provinciale 67. Ed, inoltre, il recupero delle dune di sabbia, eseguito attraverso la sistemazione dei collettori idrici, fognari e la predisposizione di un sistema di recinzione utile ad impedire la dispersione aerea delle sabbie.

Lo studio prevede anche il monitoraggio satellitare del ripascimento effettuato, così da poterne apprezzare l’efficacia ed, eventualmente, predisporre misure correttive con precisione e tempestività.

«L’amministrazione comunale – spiega il sindaco Piero Rustico (da dx nella foto) – è in tempi brevi riuscita a rendere esecutivo il primo stralcio del progetto di ripascimento, così da poter subito fornire una soluzione adeguata al problema dell´erosione costiera– spiega il sindaco Piero Rustico. Abbiamo fatto in modo che il Comune si dotasse, inoltre, di uno strumento all´avanguardia che gli permetterà di trovarsi in prima linea nel reperimento dei finanziamenti necessari per la sua complessiva attuazione. Un’ulteriore richiesta di finanziamento, 5 milioni 700 mila euro – informa ancora il primo cittadino – è stata già inoltrata nel febbraio scorso.

La qualità dell’intervento proposto dal gruppo di progettazione ci rende oggi ancor più fiduciosi sull’apprezzamento e giudizio positivo del Ministero dell’ambiente. Si tratta infatti – conclude – di un progetto validissimo, capace di fronteggiare il fenomeno erosivo, contrastandone le cause primarie ed affrontando tutti gli aspetti che lo compongono: la grande preparazione e professionalità del team di progettazione, risolutiva e in grado di dare risposte concrete ad una problema certamente grave, con l’impegno di Paolo Mozzicato prima e di Donato Bruno (ex e attuale assessori ai Lavori pubblici) ora, costituiscono i basamenti di un’opera imponente, che si candida a fare da guida nel contrasto all’erosione nell’intero territorio regionale».