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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 698
GELA - 01/02/2016
Attualità - Visita fuori protocollo del vescovo di Piazza Armerina al presidio sulla superstrada per Catania

Agli operai: "Sono Rosario, mi manda Francesco"

Parole critiche del prelato modicano per il ruolo svolto dai sacerdoti della sua diocesi nella vertenza Petrolchimico Foto Corrierediragusa.it

"Sono Rosario, mi manda Francesco". Ha detto così il vescovo di Piazza Armerina, il modicano Mons. Rosario Gisana (foto), ai manifestanti che da quasi due settimane ormai occupano le strade di ingresso a Gela per la perdurante ed infinta crisi del Petrolchimico. Il vescovo, nella cui giurisdizione ricade la città gelese, si è presentato proprio di domenica e ha detto davanti al presidio installato al Ponte Olivo all´imbocco della superstrada Gela-Catania: "Sono qui su mandato di Papa Francesco. Gli ho parlato più volte di voi e mi ha sempre detto: stai vicino a loro". Vi assicuro che nelle quattro volte che ho incontrato Papa Francesco gli ho sempre parlato dei problemi dei lavoratori di Gela, che non sono di oggi ma che si trascinano da tempo, e tutte le volte mi ha detto di stare vicino a voi". Don Gisana si è detto pronto a stare vicino agli operai e a sostenerli nella loro lotta per il lavoro.

E non ha mancato di lanciare qualche frecciata velenosa proprio nei confronti dei sacerdoti della sua stessa diocesi: "Sono distratti dai tanti impegni pastorali" e non ha usato parole tenere neppure per la politica: "Capisco la lentezza nelle risposte e le giustifico se si tratta di riflessione per la ricerca di una soluzione vera. Ma se questa è una lentezza di ordine burocratico, allora io sono il primo a sostenere la vostra lotta che diventa nostra senza alcuna limitazione". Mons. Gisana ha anche messo in guardia gli operai dal fare passi sconsiderati soprattutto per uscire dalla loro condizione di indigenza visto che le loro famiglie sono allo stremo: "Conosco le vostre difficoltà economiche - ha detto - e ho sentito dire che alcuni si sarebbero rivolti o rischiano di rivolgersi agli usurai. Non fatelo. Non mettetevi nelle mani di questi criminali".


Giovanni...Rosario...Francesco
02/02/2016 | 8.40.50
Giovanni piumatti

caro Rosario, voglio dirti grazie:
perchè sei sulla strada, con Francesco,
perché sei con quelle famiglie che soffrono,
perché sei chiaro e limpido, e non sei diplomatico,
te lo dico da questo angolino dell´Africa,
il NordKivu della RDC che hai conosciuto,
dove altre famiglie impoverite
soffrono ogni giorno per l´egoismo di pochi
e per l´indifferenza ed il silenzio di molti.
Grida, gridiamo,... facciamo almeno questo !
padiri G.