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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 728
COMISO - 26/07/2010
Attualità - Comiso: la gente ha partecipato in massa

La fiaccolata dopo l´incatenamento per l´aeroporto

Il deputato regionale tira fuori un documento con il quale dice che "il sedime è di Comiso dal 2007". Il consenso di Raffaele Lombardo e Giuseppe Cascio Foto Corrierediragusa.it

Con una affollatissima fiaccolata si è chiusa martedì la giornata di protesta dell´on Pippo Digiacomo iniziata la mattina con l´incatenamento dinanzi l´aerostazione. Archiviata la singolare forma di protesta, la battaglia però prosegue a tutti i livelli istituzionali, a cominciare dall´Assemblea Regionale Siciliana dove in queste ore approderà un´interrogazione dell´on Digiacomo sulla vicenda.

Il deputato regionale ha voluto esprimere un sincero ringraziamento a quanti ieri, sia rappresentanti politici e istituzionali ma anche semplici cittadini, hanno inteso partecipare, sia fisicamente che con messaggi pervenuti in ogni forma, all´iniziativa dimostrando che questa non è stata solo una protesta politica ma quella di un intero territorio che a gran voce chiede che l´aeroporto sia aperto e subito.

«Un ringraziamento particolare – aggiunge l´on Digiacomo – mi sento di rivolgere, oltre che al Capo dello Stato Napolitano, al presidente della Regione Raffaele Lombardo e al presidente dell´Ars Francesco Cascio, per la decisa presa di posizione sulla questione, oltre che ai vari esponenti della giunta regionale. Certamente la protesta non finisce qui. Proseguiremo ad oltranza fino a quando non avremo risposte certe sull´apertura al traffico dell´aeroporto».

L´INCATENAMENTO DI DIGIACOMO
In centinaia sono arrivati all´aeroporto di Comiso per sostenere la protesta dell´onorvole Pippo Digiacomo contro i ritardi che da due anni stanno rallentando l´apertura dell´aeroscalo. Accompagnato dal senatore Beppe Lumia, dal deputato regionale Riccardo Minardo, da numerosi esponenti del centrosinistra a livello locale e provinciale, ma soprattutto da decine e decine di semplici cittadini, Digiacomo ha raggiunto a piedi l´aerostazione dove, come annunciato, si è incatenato.

Nel corso della mattinata diversi rappresentanti istituzionali del territorio ed esponenti politici hanno fatto visita a Digiacomo, tra cui il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia e il segretario regionale del Partito Democratico Giuseppe Lupo e quello provinciale Salvo Zago.

Da tutta la provincia, inoltre, il Partito democratico ha inviato delegazioni. Presente anche il colonnello della Guardia di finanza Francesco Fallica. Solidarietà a Digiacomo, telefonicamente, anche da Piero Torchi, ex sindaco di Modica e dell’ onorevole Nino Minardo che ha inviato una nota nella quale ha dichiarato: «Mi sento di dire in tutta coscienza, che nessuno sta tergiversando né perdendo tempo. Funzionari e dirigenti del Ministero dell’Economia hanno adempiuto in modo eccellente al loro dovere una volta venuti in possesso di quella documentazione necessaria che in passato nessuno si era mai adoperato di redigere per farla avere a chi di competenza. Già questa potrebbe essere la settimana giusta per la convocazione dell’incontro per la firma del protocollo».

All´atto dell´incatenamento Pippo Digiacomo ha ribadito le ragioni della protesta e il rischio che il sogno di un´intera comunità possa essere infranto da oscuri e ciechi interessi. Tre, in particolare, le questioni che Digiacomo mette sul tavolo e sulle quali si attendono risposte: quali atti ostativi vengono ancora frapposti alla definitiva chiusura del processo amministrativo circa l´apertura al traffico aereo commerciale comunitario ed extracomunitario dell´aeroporto di Comiso. Quali disposizioni sulla certificazione aeroportuale (struttura approvata e sorvegliata da Enac) e sulla certificazione del gestore aeroportuale sono state individuate e se le stesse siano già state attivate. Quali amministrazioni dello Stato fra le seguenti: Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, Vigili del Fuoco, Enav e Enac non siano attualmente pronte a farsi carico sei servizi d´istituto per garantire l´operatività dell´aeroporto di Comiso. Il presidio dinanzi la stazione aeroportuale durerà per l´intero arco della giornata; alle 22 ci sarà una fiaccolata.

Poco prima della protesta di Digiacomo, il sindaco di Comiso Giuseppe Alfano, assieme agli assessori della giunta, ha tenuto una conferenza stampa, sempre all’interno dell’aeroporto, durante la quale ha ribadito quanto già dichiarato due giorni fa: «Alzare il livello del confronto fino ad arrivare ad uno scontro non credo sia opportuno. Si rischia di far venire meno quello spirito di collaborazione cui mi riferivo, che nuocerebbe alla operatività dell’aeroporto stesso. Il nostro obiettivo è renderlo attivo al più presto, senza iniziative demagogiche nelle quali sembra invece trovarsi a suo agio proprio chi, da sindaco, ha operato delle forzature che ci costringono ora, come suole dirsi, ad aggiustare le carte. Non senza fatica sono riuscito ad instaurare una sinergica collaborazione tra tutti gli enti interessati e non possiamo ora correre il rischio di vanificare un lungo, silenti e certosino lavoro. Ovviamente, ognuno è libero di intraprendere le iniziative che vuole, ma resto dell’idea che il lavoro serio paga al contrario di un atteggiamento votato allo scontro essenzialmente finalizzato ad ottenere pubblicità negli organi di stampa».

DIGIACOMO: "COMISO GIA´ PROPRIETARIO DEL TERRENO DAL 2007"
Il comune di Comiso è già proprietario della struttura aeroportuale dal 2007. È quanto espresso dall’ Avvocatura dello Stato tre anni fa.
Un documento a sorpresa durante la plateale manifestazione di protesta dell’onorevole Digiacomo. Si tratta della risposta dell’ Avvocatura Generale dello Stato, alla richiesta di parere dell’agenzia del Demanio, in merito alla vicenda inerente la realizzazione e gestione dell’aeroporto di Comiso. La data apposta sulla risposta, risale al 2 aprile 2007. L’ Avvocatura dello Stato infatti, in quella data, ha rilevato che, essendo l’aeroporto una struttura ad uso civile, «ben può un aeroporto civile appartenere agli enti pubblici territoriali, prescindendo dalla qualificazione dei medesimi quali aeroporti di interesse nazionale. Ciò posto, non risulta contraria alla normativa vigente, l’ipotesi di acquisizione da parte del comune di Comiso della proprietà del sedime aeroportuale di cui all’oggetto, tenuto conto che non tutti gli aeroporti fanno parte del demanio aeronautico statale ex articolo 692 c.n e s.m.i». Sempre secondo il parere dell’ Avvocatura dello Stato, la positiva soluzione prospettata «tiene conto del coinvolgimento di organi istituzionali e appare comunque, la più coerente rispetto all’assetto normativo vigente in considerazione del fatto che, comunque il comune di Comiso risulta proprietario dell’infrastruttura aeroportuale e che in tal modo si può garantire, nell’interesse pubblico, l’immediata e concreta operatività del nuovo aeroporto civile realizzato con fondi comunitari».

LA SOLIDARIETA´ DEL GOVERNATORE RAFFAELE LOMBARDO"Sono solidale con la clamorosa iniziativa di protesta che Giuseppe Di Giacomo, ex sindaco di Comiso, ha voluto intraprendere per riaccendere i riflettori sull´aeroporto di Comiso, bloccato, nonostante sia pressoche´ completo e dopo un ingente impegno economico da parte degli enti preposti, da inspiegabili ritardi e dalla precisa volonta´ politica di qualche nemico della Sicilia". A dirlo sul suo blog e´ il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che annuncia: "Proporro´ con determinazione la vicenda all´attenzione del prossimo Consiglio dei Ministri".

L´INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL´ARS PIPPO CASCIO TRAMITE ADNKRONOS
"Oggi nonostante quegli sforzi, pur non essendo un´opera incompiuta, essa rimane un impianto privo di vita senza valide ragioni. Sull´aeroporto di Comiso - aggiunge il presidente dell´Ars - vengono avanzati i pretesti piu´ svariati, che sono solo il risvolto amaro di una burocrazia che impantana anche la migliore volonta´ politica e che, quando non riesce a scaricare su quest´ultima le proprie frustrazioni, cerca allora di ostacolarla in modo becero".

In particolare poi, sottolinea Cascio "le contestazioni circa la proprieta´ del terreno, la presunta irregolarita´ dell´iniziativa dell´allora sindaco Di Giacomo per il mancato coinvolgimento dell´agenzia del demanio e soprattutto le ritrosie fondate sulla carenza delle risorse necessarie a garantire il servizio dei controllori di volo, sembrano insufficienti a fronte del danno ben piu´ grave che deriverebbe se si gettassero al vento le altre risorse gia´ spese per costruire questo aeroscalo".

Ovvero, concluede cascio, "i 40 milioni di euro di fondi europei attinti dall´accordo di programma quadro 2001-2006 (Apq) e ancora i 22 milioni di euro finalizzati alla gestione dell´aeroporto attraverso la Soaco, individuata sempre dall´allora sindaco Di Giacomo con gara europea, quale appunto soggetto gestore dello scalo".

Nella foto Pippo Digiacomo in catene all´aeroporto con Riaccardo Minardo, Beppe Lumia e Gigi Bellassai