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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:03 - Lettori online 1404
COMISO - 25/07/2010
Attualità - Comiso: dopo l’agricoltra, la crisi investe l’edilizia

Ance: 80 imprese edili fallite, 200 posti di lavoro in meno

Il segretario del Pd Bellassai: «Definire iter Prg e abolire la Commissione edilizia»

«Crisi profonda nel settore dell’edilizia a Comiso. I dati dei primi sei mesi del 2010 riportano indietro la città di dieci anni. Le imprese hanno paura e delocalizzano in altri comuni. Il Pd chiede la definizione dell’iter del Piano Regolatore e l’abolizione della Commissione edilizia.»

L’Intervento è del segretario del Pd Gigi Bellassai che parla di una drammatica crisi nel settore dell’edilizia. La più grave degli ultimi 10 anni che sta stritolando il comparto che assieme all’agricoltura ha fornito maggiore spinta alla crescita economica e sviluppo al nostro territorio.

Se in base ai dati ANCE in provincia di Ragusa sono state perse il 19 per cento delle ore lavorate, questo dato a Comiso supera il 30%, con una perdita stimata di almeno 200 posti di lavoro nell’ultimo anno. Circa una ottantina le imprese fallite o chiuse e numerose hanno deciso di andare a lavorare fuori per poter mantenere la famiglia.

«Il dato emerge ancora più drammaticamente – continua Bellassai - osservando il trend delle entrate per oneri concessori (Bucalossi) registrate al comune negli ultimi anni, per capire come nel contesto di un crisi terribile Comiso soffre più degli altri. Questi i dati delle entrate per concessioni edilizie negli ultimi 4 anni: circa 1,5 milioni di euro nel 2007, circa 1 milione di euro nel 2008, circa 600 mila euro nel 2009 e circa 150 mila euro nel primo semestre 2010.

Un tracollo dunque di un settore nel quale l’amministrazione ha enormi responsabilità per il blocco totale di pianificazione con il PRG al palo da due anni per un palese conflitto d’interessi del sindaco, per gli orientamenti restrittivi e politicizzati della commissione edilizia e per la stritolante macchina burocratica degli uffici».

Sempre secondo Bellassai, in questo quadro, la Commissione edilizia, travisando il proprio ruolo, fa le pulci ai pochi progetti che arrivano e interpreta le norme sempre in senso restrittivo, «facendo spesso immotivatamente allungare il collo a tecnici e imprese con risultati evidenti: paura negli investimenti e delocalizzazione degli interventi in altri comuni limitrofi».