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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 1614
COMISO - 22/07/2010
Attualità - Comiso: le nuove disposizioni ministeriali vietano di operare bambini sotto i 3 anni

L´Otorino di Comiso deve chiudere, ma non va a Vittoria

I vertici dell’Asp hanno dato disposizioni ai primari di Comiso, Modica e Ragusa di attrezzarsi. Per Comiso l’unica soluzione è Vittoria, dotato di Pediatria e Rianimazione. Chi deve decidere il trasferimento?
Foto CorrierediRagusa.it

Il reparto di Otorinolaringoiatria, primario Attilio Denaro (nella foto), da diversi anni al «Regina Margherita» di Comiso, non può più effettuare interventi chirurgici su pazienti bambini sotto i 3 anni perché la struttura non ha i requisiti richiesti dalla norma sulla «sicurezza e appropriatezza» degli interventi di tonsillectomia e adeinodectomia (tonsille e adenoidi).

Il direttore generale dell’Asp Ettore Gilotta e il direttore sanitario Pasquale Granata hanno «raccomandato» ai primari otorini di Comiso, Modica e Ragusa di rispettare precise disposizioni emanate dal ministero della Salute. Dove sta il paradosso? Che Comiso non ha i requisiti previsti dalla «raccomandazione» ma ospita il reparto reso inadeguato dalle nuove disposizioni.

Alcuni pazienti si sono dovuti scontrare con questo tipo di organizzazione sanitaria. E si sono lamentati con la stampa. Risulta, infatti, che il primario Otorino di Comiso, dott. Attilio Denaro, sarebbe ben disposto a trasferirsi nella vicina Vittoria, poiché idonea in base ai requisiti sulla sicurezza sanitaria «raccomandata» dal ministero della Salute, che Gilotta e Granata hanno bene evidenziato nella lettera inviata ai primari di Comiso, Modica e Ragusa.

Al «Guzzardi» di Vittoria, infatti, ci sono i reparti di Pediatria e di Rianimazine, indispensabili, secondo le nuove disposizioni, al fine di garantire interventi chirurgici del genere a bambini sotto i 3 anni.

La nota inviata dai vertici dell’Asp ai primari indica che «per garantire sicurezza postoperatoria ottimale, gli interventi di chirurgia tonsillare devono essere effettuati in strutture dotate di assistenza rianimatoria continuativa 24 su 24 ore». A Comiso questa assistenza non c’è ma Otorino sta lì. E ancora: «Il ricovero dei bambini deve avere luogo in ospedali dotati di spazi adeguati che tengano conto anche delle esigenze proprie dell’età pediatrica».

Seconda considerazione: A Comiso non c’è Pediatria, ma Otorino sta ancora lì. Terza evidenza. «I bambini sotto i 3 anni, a maggior rischio di complicanze postoperatorie dopo l’intervento di tonsillectomia, devono essere ricoverati in regime di degenza ordinaria in ospedali dotati di unità di terapia intensiva in grado di assistere pazienti pediatrici». Requisito che il «Regina Margherita» non ha, ma Otorino sta ancora lì.

Sulla base di queste direttive, Gilotta e Granata hanno dato disposizioni ai primari di provvedere a razionalizzare l’utilizzo delle risorse di cui dispongono. I casi, dunque, sono due: o l’ospedale istituisce immediatamente i reparti di Pediatria e di Rianimazione, oppure trasferisce l’Otorino all’ospedale di Vittoria per evitare che i pazienti vadano in altri ospedali.

Attualmente la situazione nei due nosocomi distanti appena 6 chilometri è questa: esistono due Chirurgie generali (primari dott. Giuseppe Pace a Comiso e Maurizio Carnazza a Vittoria); due Medicine (primari dott. Filippo Foresti che fra qualche giorno andrà in pensione, e dott. Totò Molino a Comiso). Comiso dispone, inoltre, di Otorino e Urologia, nonché i servizi di Chirurgia plastica e Odontoiatria. Comiso è zippato in poco spazio e Vittoria naviga in un’area interminabile grazie alla disponibilità della nuova ala inaugurata alcuni mesi fa.