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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 694
COMISO - 21/06/2010
Attualità - Comiso: la seduta aperta del consiglio comunale sul futuro dell’aeroscalo

Perchè l´aeroporto Magliocco di Comiso non apre?

Determinanti la mancanza di liquidità della ditta appaltatrice e i tre rinvii del vertice romano Foto Corrierediragusa.it

Lunga e dettagliata relazione del sindaco Giuseppe Alfano, in merito ai ritardi nell’apertura dell’aeroporto Magliocco di Comiso in una seduta del consiglio comunale aperta ai cittadini. La seduta aperta era stata proposta nell’ ultimo consiglio comunale dal vice presidente del civico consesso, Giuseppe Digiacomo (Udc) e sostenuta dal presidente Raffaele Elia (Pdl).

Dalla relazione, è emersa una nuova verità di cui, ad oggi, nessuno era stato a conoscenza. Pare infatti, dalle stesse dichiarazioni di Alfano, che la ditta responsabile dei lavori, abbia avuto un rallentamento nei mesi scorsi, a causa di mancanza di liquidità scaturita dalla partecipazione della stessa ditta, al bando di gara per l’appalto dei lavori della Siracusa- Catania.

Secondo Alfano, l’impresa aveva effettuato dei ribassi eccessivi per appaltarsi i lavori dell’aeroporto, ed a un certo punto, ha avuto una crisi di liquidità. Ma risolto questo inghippo, l’altro problema che ha rallentato l’iter, è stato quello del rinvio romano, della firma del protocollo d’intesa per la cessione del terreno smilitarizzato dell´ex base Nato dall’agenzia nazionale del Demanio, a quella regionale. Il protocollo d’intesa però, non può essere considerato un punto di arrivo ma di partenza.

"E’ solo l’impegno – ha dichiarato Pasquale Puglisi consigliere di maggioranza – che gli attori principali siglano per potere poi avviare tutte le procedure necessarie a completare l’iter per rendere funzionale la struttura". Pippo Digiacomo (Pd) ex sindaco di Comiso e deputato regionale ha invece parlato di «zone grigie» della burocrazia romana che «vorrebbe esautorare il comune di Comiso per interessi biechi, non si capisce di chi».

Digiacomo ha inoltre ribadito che « il sedime appartiene già al comune di Comiso e che il ricorso fatto dall’agenzia del Demanio Nazionale, non solo è arrivato in ritardo ed è stato respinto, ma che ha fatto ridere tutta l’ Italia perché un’agenzia dello stato ha fatto ricorso a se stessa, cioè all’ Enac».

Salvo Zago, capogruppo consiliare del Pd ha invece dichiarato di avere trovato « una classe dirigente matura che ha capito che è arrivato il momento di mettere da parte le controversie politiche, e lavorare per il territorio». Tutti gli intervenuti hanno rivolto al sindaco l’invito a fare una scelta oculata per quanto riguarda la presidenza della So.A.Co che rappresenti il territorio e che non sia vincolata a scelte meramente politiche.