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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1302
COMISO - 17/06/2010
Attualità - Comiso: altro colpo di coda del deputato regionale

Digiacomo frena sulle nomine Soaco. Ricorso alla Procura?

"Andiamoci piano con i nomi per la presidenza dell’organismo e velocizziamo invece l’iter per l’aeroporto, perchè conosco fin troppo bene i "cacadubbi" della pubblica amministrazione" Foto Corrierediragusa.it

"Andiamoci piano con le nomine Soaco. Riflettiamoci bene". E´ quanto sostenuto dall´on Pippo Digiacomo (nella foto) dopo i primi nomi, quelli di Concetta Vindigni e Giovanni Mauro, saltati fuori in merito alla presidenza della società chiamata a gestire l´aeroporto Magliocco.

"Sebbene sia gestito da un soggetto privato, la Soaco - dice Digiacomo - l´aeroporto è stato costruito con soldi pubblici. Anzi, la stessa società di gestione ha una nella sua composizione una prevalentissima presenza pubblica: circa il 70%. Pertanto la sua "mission" deve essere rispettosa certo delle attese di redditività dell´impianto ma anche dell´utilizzo corretto di un´opera costata oltre cinquanta milioni di euro.

Ecco la ragione per la quale lo statuto della società prevede una presenza del Comune di Comiso e della parte pubblica non inferiore alla quota che garantisce il controllo delle attività del consiglio. Il sindaco, per statuto, nomina il presidente, rappresentante e garante degli interessi pubblici legati alla gestione della struttura. Inoltre il legislatore ha indicato nel Comune di Comiso il beneficiario dell´intervento.

Pertanto sarebbe uno schiaffo al buon senso oltre che agli interessi complessivi del territorio se la nomina di parte pubblica fosse legata a fattori e valutazioni diverse: se malauguratamente - continua Digiacomo - così dovesse essere agiremo in tutte le sedi possibili e immaginabili. La nomina dei componenti del nuovo CdA non può essere il risultato di scambi politici fatti in barba agli interessi supremi della nostra città e delle nostra provincia, non può essere terreno di colonizzazione. A questo proposito andremo ad allertare l´attenzione tanto della Corte dei Conti quanto della Procura della Repubblica.

Le nomine fatte nel 2007 sono state apprezzate intanto dal socio "privato" prima ancora che dalla parte pubblica. Pertanto, mi permetterei di suggerire al sindaco di non consentire a nessuno di tirargli la giacca e, giusto per dare continuità amministrativa alla vigilia dell´attivazione dello scalo, di riconfermare in blocco - conclude Digiacomo - gli attuali consiglieri e di rimandare a dopo l´avvio delle attività aeroportuali l´eventuale nomina dei nuovi componenti».

E sempre Digiacomo minaccia di incatenenarsi e smentisce tutto l’iter romano per la cessione del sedime aeroportuale. Il deputato regionale sbotta dopo l’ennesimo rinvio della firma del protocollo d’intesa. Probabilmente la sua reazione era quasi scontata considerato che durante la sua sindacatura, ha cominciato a realizzare l’aeroporto nel 2004, e lo ha praticamente completato il 12 febbraio 2008, data in cui si è dimesso, per candidarsi alla regione.

«Quando alcuni giorni orsono mettevo in guardia il sindaco di Comiso dalle "teste d´uovo" della burocrazia italiana non mi ero sbagliato – ha commentato il deputato Pd - conosco fin troppo bene i "cacadubbi" della pubblica amministrazione, li ho combattuti e vinti per tanti anni e, per loro fosse stato, l´aeroporto di Comiso non si sarebbe realizzato neanche nel 3000 d.C. Comunque – ha continuato Digiacomo - ribadisco che il sedime aeroportuale è regolarmente iscritto alla conservatoria in capo al Comune di Comiso, che avverso a questo provvedimento c´è solo un ricorso rigettato al Presidente della Repubblica e che ha fatto ridere l´Italia: cioè un ricorso non di un cittadino contro la pubblica amministrazione, ma della pubblica amministrazione (Demanio) contro se stessa (Enac).

Si vada avanti, quindi, l´Aeroporto è lì, pronto, non lo può togliere ormai nessuno e dovrà partire, caschi il mondo, entro l´anno. Chi mi conosce sa che non ho la vocazione alle "masaniellerie" ma se la portano ancora alle lunghe stavolta m´incateno fino a quando la più grande opera iblea mai realizzata non sarà attiva».

IL "GIALLO" DEL BLOG DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SUL MAGLIOCCO
"Giallo" su un comunicato pubblicato sul blog ufficiale di Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia. Per l’esattezza, su questo link, http://www.raffaelelombardo.it/tag/comiso/, si legge chiaramente : « La giunta regionale ha dato il via libera alla definitiva smilitarizzazione dell’aeroporto di Comiso.Il governo regionale ha approvato il protocollo d’intesa con l’agenzia del demanio, il ministero della Difesa, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Enac, che conclude le procedure interministeriali per la cessione del sedime aeroportuale al demanio regionale.

I lavori di adeguamento delle strutture sono stati completati lo scorso 15 aprile. La firma del protocollo – delegata all’assessore alle Infrastrutture, Luigi Gentile – consentira’ di completare le procedure autorizzative dell’Enac e la struttura aeroportuale potra’ essere definitivamente destinata al traffico «civile». La stranezza di questo comunicato, sta nel fatto che è stato pubblicato sul blog, il 15 di giugno, il giorno prima della data stabilita per la firma del protocollo a Roma, cioè, mercoledì 16 giugno. Ma la stranezza non è solo questa. Negli uffici Enac, per giorno 16 giugno era prevista solo una seduta concernente la creazione della « carta dei servizi passeggeri in Brail «, specifica per i passeggeri videolesi.

A ROMA SI "GIOCHICCHIA" SUL FUTURO DELL´AROPORTO
A Roma si è verificata la terza "fumata nera" per la firma del protocollo d’intesa sulla cessione del terreno aeroportuale smilitarizzato dell´ex base Nato al comune di Comiso. La prossima data prevista per il nuovo incontro è quella del primo luglio.

A dare comunicazione direttamente da Roma di questo ulteriore slittamento è stato il deputato nazionale Nino Minardo che da tempo segue l’iter. Lo stesso Minardo aveva sollecitato i vertici regionali che, fino a lunedì, non avevano ancora preparato la bozza del protocollo.

Nel pomeriggio di mercoledì, come da tabella di marcia, erano tutti presenti e pronti a Roma per firmare e superare quest’ultimo ostacolo concernente la cessione del terreno aeroportuale smilitarizzato, che, dal ministero della difesa, sarebbe dovuto passare alla regione. La regione lo avrebbe a sua volta dato in concessione al comune di Comiso. Ma qualcosa si è inceppato anche stavolta.

Dopo i primi tre incontri romani, durante i quali i rappresentanti del Demanio erano presenti e non avevano sollevato alcun problema, al momento della firma di mercoledì scorso, questi stessi rappresentanti hanno chiesto un ulteriore rinvio perché, è stato spiegato, sono stati richiesti alcuni chiarimenti dal ministero dell’economia. Praticamente una sorta di presa in giro. Perchè questi fantomatici ulteriori punti da chiarire non sono stati evidenziati nei precedenti incontri andati a vuoto? L´altra volta era stata la Regione a chiedere altri chiarimenti.

« Siamo profondamente rammaricati – ha commentato al telefono da Roma l’on Minardo – perché dopo tutto l’impegno profuso in questi mesi, dopo essere riusciti ad assicurare la presenza dell’assessore regionale, che, per essere presente a Roma ha dovuto rinviare impegni importanti, e soprattutto, dopo il silenzio del demanio nei precedenti incontri, come per "magia" oggi scopriamo che, proprio il demanio, nutre dei dubbi e vuole dei chiarimenti. Non vogliamo pensare male a questo punto e restiamo ancora ottimisti». Sulla stessa lunghezza d’onda anche le dichiarazioni del sindaco di Comiso Giuseppe Alfano, in merito a questo ennesimo ritardo.