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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 991
COMISO - 12/06/2010
Attualità - Comiso: la Sopraintendenza di Ragusa si ravvede sui vincoli archeologici

Comiso: in contrada Merlino si può costruire

Scampato pericolo anche per gli immobili che erano stati dichiarati «abusivi» e che rischiavano la demolizione. Positivo incontro fra l’assessorato Urbanistica e l’ufficio che sovrintende ai Beni archeologici
Foto CorrierediRagusa.it

In contrada Merlino si può costruire. Risolto l´annoso problema concernente i vincoli archeologici ricadenti su alcune aree delle lottizzazioni di contrada Merlino che rischiavano di causare un blocco edilizio e la possibile demolizione degli immobili «abusivi». In realtà si è trattato di un errore materiale che ha allargato a dismisura l’area sottoposta a vincolo archeologico. Un errore rilevato dalla stessa Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ragusa la quale ha riconosciuto che l’area effettivamente sottoposta a tali vincoli è quella coincidente col Parco dell’Ippari, quindi a ovest dello storico fiume, e non anche quella ad est di esso.

In quest’ultima area, pertanto, può svolgersi qualsiasi attività edilizia senza la preventiva richiesta del nullaosta da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ragusa. A questo epilogo si è pervenuti nel corso dell’ultimo incontro tra i rappresentanti dell’amministrazione comisana, l’assessore all’Urbanistica Alberto Belluardo (nella foto) e il dirigente dell’Ufficio tecnico, Leonardo Stagnitto, e della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Ragusa, la soprintendente Vera Greco e la funzionaria. Rosa Corallo.

I particolari della soluzione della pur complessa vicenda sono stati esposti dallo stesso assessore assessore Belluardo nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio, presso il Centro servizi culturali, alla quale sono intervenuti il dirigente dell’Utc Stagnitto e Roberto Cassibba, quest’ultimo nella duplice veste di consigliere comunale e tecnico.

«La zona realmente sottoposta a vincoli archeologici – ha riferito l’assessore Belluardo- ricade per intero sull’area in cui insiste attualmente il Parco dell’Ippari. A seguito di una interlocuzione aperta con la stessa Soprintendenza di Ragusa, gli uffici comunali competenti hanno visionato le cartografie fornite dalla prima rilevando una inesattezza in merito al dimensionamento dell’area d’interesse archeologico denominata Merlino. Tale imprecisione è stata corretta dal dirigente del servizio Beni Archeologici di Ragusa Giovanni Di Stefano, che ha constatato un’errata traslazione dell’area avvenuta in passato. Nel corso dell’incontro risolutivo della vicenda, si è concordato che nelle prescrizioni venga inserita una norma che tuteli tali aree demandando l’alta sorveglianza alla Soprintendenza la quale dovrà essere avvisata con congruo anticipo prima dell’inizio degli scavi».