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COMISO - 04/04/2010
Attualità - Comiso: i festeggiamenti pasquali nella cittadina casmenea

Pasqua a Comiso, 4 secoli di fede e folklore

Dal giorno della «Taledda» alla Resurrezione, ai fuochi pirici
Foto CorrierediRagusa.it

Tra fede e folklore la tradizione continua da quattro secoli. E’ la Pasqua comisana che, immutata, anche quest’anno ha annoverato migliaia di fedeli giunti per venerare Gesù risorto e la Madonna Annunziata. Una festa che comincia durante la settimana Santa con la celeberrima « svelata» dei Santi.

La tradizione colloca la Festa di Pasqua a Comiso nel periodo della dominazione spagnola. Infatti, la stessa celebrazione si trova in Catalogna tutt’oggi. La Basilica di Maria SS. Annunziata fu edificata con gli spagnoli che avevano uno spiccato culto per la Madonna, sui resti di una antica chiesa dedicata a San Nicola. La svelata dei Santi si celebra il sabato che precede la domenica di Pasqua, ed è il primo momento di grande emozione per i molti fedeli che affollano la chiesa.

Nell’altare maggiore della Basilica, ogni 26 di marzo, viene appesa una enorme tela dipinta a mano che si pensa risalga al 1840 e che copre i simulacri di Gesù risorto e della Madonna Annunziata. Il sabato la tela chiamata «Taledda», viene aperta per fare «calare» dall’altare i due simulacri. Ma il clou della festa è stato ovviamente domenica. Tra migliaia di fedeli e di turisti, i due simulacri si sono fatti strada per cominciare la lunga processione nel paese. Davanti a tutte le chiese della città, viene intonata «la pace».

Anche questo, un rito secolare. Sui simulacri ci sono due bambini vestiti da angeli che intonano, uno per volta, il Regina Coeli ed alla fine del loro canto, durante il quale le folle oceaniche rispettano un rigoroso silenzio, i devoti dei due simulacri fanno avvicinare ed allontanare la Madonna e suo Figlio risorto ben tre volte, toccandosi le mani. È un gesto simbolico che indica il ciclo immanente della vita, della morte e della resurrezione. La processione si protrae per tutta la domenica fino a tarda sera quando, prima del rientro, c’è un grande spettacolo pirotecnico. Il tutto accompagnato sempre dal grido dei fedeli : «viva Maria Annunziata».