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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1025
COMISO - 17/12/2009
Attualità - Comiso: anniversario del Centro Donna antiviolenza

Violenza donne, a Comiso mille 800 interventi in 10 anni

La responsabile del Centro Susy Lopresti ha divulgato i dati. Stoccata all’assessore provinciale Piero Mandarà per non avere coinvolto i Centri nel «Progetto stop» costato 130 mila euro

Sono circa 1800, tra contatti e telefonate, gli interventi effettuati in 10 anni dal Centro Donna Antiviolenza di Comiso. Al suo decimo anniversario, la responsabile del centro comunale Susy Lopresti, ha organizzato una conferenza stampa, non solo per parlare dell’attività espletata, ma per discutere della creazione di una rete formata dai 14 centri presenti in Sicilia.

Con Susy Lopresti, l’assessore alle Pari opportunità di Comiso, Maria Rita Schembari, la coordinatrice del centro di Siracusa, Raffaella Mauceri e la responsabile del centro di Agrigento, Antonella Gallo Carrabba. Una discussione molto approfondita sulle realtà che vedono le donne ed i minori, vittime di diversi tipi di violenza: dallo stalking, alla violenza psicologica, ma soprattutto una presa d’atto che le vittime, spesso hanno intrapreso un rapporto fiduciario con il centro che ad oggi, funziona praticamente 24h, grazie anche all’impegno delle amministrazioni locali che si sono succedute a Comiso, che oltre ai locali, hanno messo a disposizione il servizio di trasferimento di chiamata, in modo da rendere sempre operativo il servizio.

Oltre al sindaco Alfano ed all’assessore ai servizi sociali, Salvo Girlando, che hanno garantito il loro continuo contributo, presente anche l’assessore provinciale ai servizi sociali, Piero Mandarà, che è andato incontro ad alcune critiche da parte dei relatori, a causa del «progetto Stop». Un progetto che ha visto l’impiego di circa 130 mila euro suddivisi tra regione, provincia di Ragusa e di Siracusa, ma che nei fatti non ha assolutamente coinvolto i centri antiviolenza presenti nei territori, riconosciuti ai sensi di legge e quindi, senza avere svolto una indagine, una analisi ed un monitoraggio delle realtà esistenti. Non solo. La dottoressa Lopresti, ha anche evidenziato come negli anni siano stati presentati numerosi progetti all’assessorato provinciale ai servizi sociali, che poi però sono stati realizzati da altri. Mandarà, si è giustificato dichiarando: «Sono da poco alla Provincia, ma già da ora, mi metto a disposizione di qualunque iniziativa o suggerimento mi venga sottoposto».