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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 778
COMISO - 02/12/2009
Attualità - Comiso: i criteri di selezione dei precari irritano la minoranza

Gaglio contesta i metodi di valutazione titoli dei precari

Il responsabile politiche lavoro: «Speriamo solo che l’elevata discrezionalità non nasconda discriminazioni di qualche forma»
Foto CorrierediRagusa.it

«Finalmente dopo oltre un anno di attesa l’Amministrazione Comunale pubblica il bando per le prove selettive necessarie alla stabilizzazione dei precari comisani». Lo dichiara Gaetano Gaglio (nella foto), responsabile delle politiche del lavoro del Pd di Comiso. Ma le dichiarazioni apparentemente concilianti, vanno in altre direzioni.

Secondo Gaglio, con quasi un anno di ritardo, al limite con la scadenza del 31 dicembre 2009, ultima data possibile per non vanificare le speranze di stabilizzazione del personale precario in forza al Comune di Comiso, l’amministrazione comunale «risponde alle nostre richieste per la realizzazione delle procedure di selezione funzionali alla stabilizzazione dei precari. Il bando però, viene pubblicato lunedì 30 novembre e prevede la presentazione delle domande entro lunedì 7 dicembre, appena 5 giorni lavorativi di tempo per presentare la domanda e appena 7 per presentarsi ai primi colloqui».

L’esponente del Pd ritiene che il bando sia presente solo all’albo pretorio del Comune e sul sito internet senza alcun altra forma di informazione pubblica. «Come già avvenuto per la stesura dell’elenco degli aventi diritto- continua Gaetano Gaglio- gli uffici comunali si guardano infatti bene dal procedere a svolgere il loro lavoro, trasferendo sui candidati l’onere della valutazione del proprio punteggio ai sensi di una normativa ai più sconosciuta».

Il peso di titoli e degli anni di servizio viene ritenuto irrisorio ai fini della valutazione finale. «Il valore massimo di 100 punti attribuiti ai titoli –sostiene Gaglio- è infatti solo virtuale, basta una simulazione banale per accertare come difficilmente si supereranno i 50, mentre ben 100, questi sì effettivi, sono i punti attribuiti al colloquio e che possono essere assegnati in maniera assolutamente discrezionale. Il percorso scelto nulla lascia alla trasparenza e alla correttezza nei confronti dei candidati. Speriamo solo che l’elevata discrezionalità non nasconda discriminazioni di qualche forma».