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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 833
COMISO - 30/11/2009
Attualità - Comiso: il caso ospedale ha messo d’accordo centrodestra e centrosinistra

Il consiglio comunale di Comiso fa quadrato sull´ospedale

Elia, Zago, Alfano, un coro contro Gilotta «che vuole ridurre l’ospedale a una grande guardia medica». Il sindaco Alfano: «Per il manager sono un «testa calda», ma aspetto ancora d’essere convocato dopo 3 mesi»

Clima sereno ed unitario durante la seduta del civico consesso di Comiso, con un unico punto all’ordine del giorno: «Proposte per evitare la chiusura dell’ospedale Regina Margherita». Il presidente del consiglio, Raffaele Elia, ha aperto la discussione dopo un documentato preambolo, con il quale ha ripercorso, tappa per tappa, data per data, tutto ciò che ha portato alla decisione, da parte del direttore generale dell’ ASP 7, Ettore Gilotta, di chiudere di fatto, l’ospedale riducendolo ad un Pta, una sorta cioè di grande guardia medica.

Elia ha esposto al civico consesso il documento-proposta per il mantenimento dei posti letto ed il presidio di pronto soccorso, accettato unanimemente dai rappresentanti del consiglio. Dal dibattito è scaturita la volontà comune di chiedere una diversificazione degli ospedali di Comiso e Vittoria, richiesta ampiamente condivisa da Salvo Zago, capogruppo consiliare Pd, che ha anche delineato in cosa potrebbe consistere questa diversificazione: a Vittoria tutti i reparti di base, ed a Comiso, dove già esiste un blocco operatorio tra i più moderni ed attrezzati, tutte le chirurgie programmate, quali quelle plastiche, di otorino, di chirurgia generale.

«Dobbiamo sostituire le bandiere dei nostri partiti – ha dichiarato Zago – con la bandiera unica delle nostre comunità. La battaglia è difficile ma rimarremo coerenti all’impostazione unitaria. Ci saranno altre sedi ed altri momenti per sollevare obbiezioni sui modi e sui tempi con cui questa classe politica di maggioranza ha affrontato il problema».

Ancora più caustico il sindaco Alfano: «Dopo tre mesi che attendo di essere ricevuto da Gilotta, l’unica cosa che mi sono sentito rispondere nell’unica convocazione fatta, è che sono un sindaco con la testa calda. Adesso dobbiamo solo scegliere come comportarci: se cercare ancora un dialogo ed una mediazione, o procedere con azioni forti e vibrate. Non accettiamo che si operi al buio».

Alla fine, oltre alla condivisione delle proposte da sottoporre entro il 15 dicembre all’Asp, si è fatto quadrato anche su una mobilitazione di massa, senza colori politici. Alla seduta, erano presenti anche gli onorevoli Pippo Digiacomo e Roberto Ammatuna (Pd ), Innocenzo Leontini e Carmelo Incardona (Pdl ), Orazio Ragusa (Udc ), molti operatori sanitari di Comiso e alcuni primari dei reparti rimasti nel nosocomio casmeneo.

(Nella foto in alto, l´entrata dell´ospedale di Comiso)