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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 895
COMISO - 07/10/2009
Attualità - Comiso: c’è fermento in città per le misure prese dall’amministrazione

Comiso, nuovi ticket per la refezione. Pd raccoglie firme

Gli assessori Girlando e Schembari spiegano la bontà dei provvedimenti «equi a seconda del reddito Isee» mentre il Pd inizia petizione popolare per abolirli

Cittadini in agitazione per le ultime misure varate dall’amministrazione comunale. Prima i ticket per l’utilizzo degli scuolabus che graveranno circa 60/80 euro l’anno a famiglia e per figlio, a seconda del reddito Isee dichiarato. Adesso la miccia si è innescata per i ritardi nell’apertura degli asili nido comunali, e per i ticket della refezione scolastica. Per i primi, i tempi sono ancora lunghi, infatti la gara è stata appaltata solo ieri, e secondo i tempi tecnici di pubblicazione non si potrà procedere prima di novembre. Un disagio effettivo per tutte quelle famiglie che, annualmente necessitano dei nido, a cominciare dal mese di settembre e che, quest’anno, hanno dovuto provvedere iscrivendo i loro figli nei nido privati ed a pagamento.

«Non si potevano accelerare i tempi –ha dichiarato a tal proposito l’assessore ai servizi sociali Salvo Girlando – se prima non si approvava il bilancio. Ora comunque - ha concluso Girlando- la cooperativa Progresso Ibleo, vincitrice della gara, potrà cominciare ad operare già dalla fine di ottobre». Ma i malumori più diffusi, riguardano i ticket per la refezione scolastica che oscilleranno da un minimo di un euro, ad un massimo di 3 euro ed 88 centesimi a fronte dei 40 centesimi che le famiglie pagavano in precedenza. Ancora una volta nel mirino delle polemiche, l’assessore alla pubblica istruzione, Maria Rita Schembari.

«Non ho visto alcuna oscillazione in negativo – ha dichiarato l’assessore Schembari- per quanto concerne la richiesta dei ticket per la refezione scolastica. Fino a ieri le adesioni ammontavano già a 600 ed ancora ne stanno arrivando. Ad ogni buon conto, è giusto fare chiarezza sugli effettivi costi sia per le famiglie, sia per l’ente locale. Al comune il servizio di refezione costa esattamente 492.715 euro l’anno, cioè 3 euro ed 88 centesimi a bambino. Il carico per le famiglie, anche in questo caso sarà disciplinato dal certificato ISEE».

Secondo l’assessore, le fasce saranno così suddivise: per disabili e famiglie a reddito 0, ci sarà l’esenzione. Per i redditi che non superano i 10 mila euro annui, si pagherà un euro a pasto, fino a 20 mila euro il ticket costerà 1,60. Per 30 mila euro di reddito 2,20. 2 euro ed 80 per i redditi che arrivano a 40 mila euro l’anno. Le tariffe più alte, incideranno sui redditi che oscillano tra i 40 mila ed i 50 mila euro l’anno. I ticket infatti costeranno 3 euro e 40, e 3 euro ed 88 centesimi.
«Vorrei anche precisare – ha concluso l’assessore Schembari – che i pasti forniti comprendono un primo, un secondo, un contorno ed un frutto o un dolce, e che sono stati scelti e calcolati in base alle calorie necessarie per i bambini, da professionisti dietisti».

Le spiegazioni dell’assessore pare non siano sufficienti per calmare la protesta del Pd. In questi giorni è in atto una raccolta di firme da parte di alcuni consiglieri comunali del partito democratico finalizzata alla revoca dei ticket.