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COMISO - 29/09/2009
Attualità - Comiso: novità da quest’anno per le scuole comisane

Scuolabus a pagamento in base al reddito familiare

E’ polemica, ma l’assessore Schembari minimizza: «I redditi bassi non pagano nulla, per il più alto (40 mila euro) il ticket è di 320 euro». Farà fede l’Isee

Andare a scuola col bus da quest’anno si paga. Ed è polemica tra i genitori e amministrazione. L’assessore alla pubblica istruzione Maria Rita Schembari, chiarisce le modalità e spiega che il servizio costa ogni anno al comune circa 422 mila euro.

Decisone unica in tutto il contesto provinciale, quella di fare pagare un ticket alle famiglie, per l’utilizzo da parte dei propri figli, del servizio scuolabus. La decisione dell’amministrazione comunale ha suscitato non poche polemiche, favorite dalle voci di popolo, secondo le quali le somme a carico delle famiglie sarebbero dovute ammontare addirittura a 400 euro l’anno per alunno.

L’assessore Schembari ha infatti spiegato che le somme a carico delle famiglie saranno normate dal certificato ISEE. Coloro che non percepiscono alcun reddito, non pagheranno nulla. Quelli che rientreranno nel reddito minimo annuo di 10 mila euro, pagheranno 40 euro all’anno, in due soluzioni quadrimestrali, gli altri che superano il reddito minimo, 80 euro l’anno, sempre in due soluzioni. Solo chi supererà i 40 mila euro l’ anno di reddito, pagherà un ticket di 320 euro.

«Abbiamo registrato solo un caso di superamento del reddito di 40 mila euro l’anno – ha dichiarato l’assessore – per il resto, gli utenti pagheranno in media, circa 60 euro all’anno che, suddivisi per tutti i giorni dell’anno scolastico, sono poco più di 30 centesimi al giorno». L’assessore Schembari ha anche analizzato i dati relativi ai giovani utenti del servizio scuolabus, verificando che a giugno 2009 erano circa 600. Dall’inizio di quest’anno scolastico, sono scemati a 300.

«La verità – ha concluso l’assessore Schembari – è che il servizio di scuolabus costa ogni anno 422 mila euro. Data la precaria situazione delle casse comunali, il servizio sarebbe dovuto essere del tutto soppresso. Ma l’amministrazione non si è sentita di creare disagi a tutti coloro che necessitano di questo tipo di trasporto per vari motivi, quindi ha pensato di chiedere un contributo, tutto sommato minimo se si pensa che inciderà solo 30 centesimi al giorno.»