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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 743
COMISO - 15/07/2009
Attualità - Comiso: la chiusura della struttura

Mallia: "La Provincia ha onorato gli impegni con il Centro fauna selvatica"

"Non siamo responsabili di quanto accaduto". Si levano alte le proteste contro il taglio regionale

Sulla chiusura del Centro fauna selvatica di Comiso, causato dai tagli ai fondi operati dalla Regione, interviente l´assessore provinciale al territorio Salvo Mallia, il quale precisa che la Provincia, per quanto di sua competenza, ha sempre onorato gli impegni assunti con il Centro e con il suo direttore Gianni Insacco

«Il Centro Fauna Selvatica di Comiso - dichiara Mallia - dovrebbe essere finanziato dalla Regione Sicilia che l’ha riconosciuto ai sensi dei D.R.S. n. 3942 del 10.10.2000, n. 1502 del 30.10.2002 e n. 98 del 14.01.2006 anche come Centro Regionale di Recupero Tartarughe Marine.

Nonostante ciò la Provincia Regionale di Ragusa, in forza della sensibilità che dimostra e ha sempre dimostrato verso il territorio e l’ambiente, ha istituito nel proprio bilancio già da alcuni anni un capitolo dedicato a tale tematica ed ha stipulato apposite convenzioni con il Centro Fauna Selvatica di Comiso per permetterne il funzionamento.

Le somme destinate a tale scopo sono state di 25 mila euro per i bilancii 2006, 2007 e 2008, e di 20 mila euro per il bilancio 2009. Pertanto - aggiunge Mallia - malgrado la Regione Sicilia abbia tagliato i fondi destinati a tale struttura, si ritiene opportuno precisare che la Provincia, ad oggi, ha onorato gli impegni assunti, tanto è vero che ha già provveduto a emettere anche il secondo provvedimento di liquidazione per il saldo della convenzione 2009.

Questa Amministrazione ha sempre avuto a cuore la tutela del territorio e della sua fauna selvatica» - commenta ancora Mallia - tant’è che abbiamo già provveduto a liquidare l’intera somma di 20 mila euro nonostante le difficoltà di bilancio degli Enti pubblici dovute alla diminuzione dei trasferimenti.

In conclusione - conclude l´assessore - voglio sottolineare che la Provincia Regionale di Ragusa non è assolutamente responsabile della chiusura del Centro Fauna Selvatica di Comiso, anzi si augura che presto possa ricominciare a funzionare e venire così incontro alle esigenze del territorio e degli Enti pubblici».

Una conferma in questo senso era giunta in redazione anche dallo stesso direttore del Centro Gianni Insacco: "Il problema per cui si è deciso di sospendere l´´attività di recupero della fauna - scrive Insacco - è stata causata per gravi colpe da attribuire alla Regione siciliana e non alla Provincia regionale di Ragusa, con la quale abbiamo stipulato l´anno scorso una Convenzione triennale.

Solo grazie a questa Convenzione - prosegue Insacco - appositamente voluta dal presidente Franco Antoci e dall´assessore al territorio Salvo Mallia abbiamo, almeno fino a oggi, potuto proseguire l´attività di gestione del Centro. La Provincia è intervenuta come supporto economico alla sovvenzione regionale. Infatti il Centro - conclude Insacco - riconosciuto dalla Regione con Legge regionale, dovrebbe essere a totale carico dell´assessorato regionale".

Si levano comunque alte le proteste contro questa decisione di chiusura che colpisce uno dei pochi centri davvero funzionanti ed utili per il lavoro svolto negli anni, soprattutto grazie all’impegno dello stesso Insacco.

Centinaia di tartarughe marine, salvate, curate e reinserite nel loro habitat naturale. Animali di diverse specie, volatili ed altri, salvati e rimessi in libertà. Ma, con un colpo di spugna, la Regione chiude tutto, non concedendo quelle poche migliaia di euro, che, annualmente, hanno consentito al centro faunistico, unico nel suo genere per quanto riguarda la Sicilia sud orientale e non solo, di tirare avanti. In merito alla grave situazione del Centro fauna selvatica di Comiso, il consigliere de «La Torre» Pasquale Puglisi ha inviato al sindaco Giuseppe Alfano una lettera con la quale auspica un intervento per salvare in extremis il centro.

«In poco meno di un ventennio – scrive Puglisi – il Centro fauna selvatica si è distinto per la sua opera altamente meritoria, frutto dell’abnegazione di Gianni Insacco, concretizzando altresì iniziative di salvaguardia della flora, oltre che delle fauna, del nostro territorio e per gli sviluppi, sempre auspicabili, del Museo delle Scienze, un unicum nel panorama culturale dell’Italia meridionale ed insulare, da sostenere con determinazione».

Puglisi si rivolge al sindaco affinché interceda presso la Regione «per riparare subito – conclude Puglisi – al grave errore dettato da logiche di tagli indiscriminati, onde rimettere il Centro in condizione di continuare a svolgere la sua attività di salvataggio di moltissime specie animali». Infine Puglisi chiede al primo cittadino di assumere i necessari provvedimenti per il finanziamento ed il complessivo recupero dell’edificio ex Stabilimento Tabacchi come sede centrale del Museo delle Scienze, Orto Botanico e uffici.