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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 928
COMISO - 28/06/2009
Attualità - Comiso: sit in di protesta di una ventina di famiglie residenti sulla Ss 115

I «reclusi» di contrada Deserto manifestano contro l´Anas

Una striscia bianca lunga 300 metri blocca l’entrata e l’uscita di diverse famiglie. La signora Iemolo: «Ci hanno chiuso in un recinto"

Sit-in di protesta sul ciglio della ss 115 nel tratto Comiso - Vittoria. 20 famiglie restano chiuse dentro una strada senza sbocco, imprigionate da «un colpo di pennello» dell’ Anas. Storia sicuramente ai limiti del paradosso ma emblematica del concetto di sicurezza stradale. I fatti: lungo la ss 115, in un tratto di circa 2 km da Comiso in direzione Vittoria, insistono numerosi accessi a case, contrade, opifici ed ipermercati. Tra questi ce n’è uno che si interna per 300 metri in contrada Deserto e dà l’accesso a 12 abitazioni. Si chiama strada di vicinato, divide due contrade, è accatastata nelle mappe territoriali del comune di Comiso dal 1925 e non ha altri accessi se non quello della ss 115.

All’insaputa di tutti i residenti, venerdì tra le 14 e le 15.30 l’ Anas, dopo anni dimenticanza, senza avere mai tentato di mettere in sicurezza una strada statale che ha mietuto decine di vittime con incidenti mortali, senza avere mai provveduto a fornire la strada di pubblica illuminazione e senza avere provveduto a ripulire i cigli stradali che tolgono visibilità in entrambi i lati della Ss 115, ritinteggia la segnaletica orizzontale, tracciando una bella linea continua bianca, davanti a tutti gli accessi che si trovano su un tratto di circa 300 metri, e non su tutta la 115. Quindi nel breve lasso di un’ora e mezzo, 20 famiglie si ritrovano formalmente chiuse nella loro strada «senza sbocco».

Da lì non si entra e non si esce, a norma del codice della strada. Così, in maniera unanime e compatta, i residenti della strada hanno fatto sentire a gran voce la loro protesta. Per quasi un’ora, i residenti della strada di vicinato hanno parcheggiato le loro autovetture sulla carreggiata della 115, considerato che ufficialmente non possono avere più accesso alle loro abitazioni. Il traffico dunque è stato rallentato, congestionato e si sono registrati notevoli disagi alla viabilità.

Una simbolica protesta per mettere in evidenza non solo la paradossale decisione dell’Anas, ma per evidenziare i reali problemi della 115 che, nessuno in 50 anni, si è mai sognato di risolvere. In poco tempo hanno contattato il sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano, e l’assessore ai servizi tecnici e tecnologici Michele Zisa, che si sono immediatamente attivati contattando il Prefetto.

«E’ un atto arbitrario e privo di qualunque fondamento logico – ha dichiarato l’assessore Zisa partecipe al sit-in - anche il vice prefetto con il quale abbiamo parlato, ed i vertici regionali dell’ Anas, hanno garantito che si attiveranno entro la prossima settimana per risolvere questa grottesca situazione. Siamo concordi nel risolvere i problemi legati alla viabilità ed alla sicurezza stradale, ma non si può agire in questo modo così scellerato, creando ulteriori problemi e disagi, e soprattutto senza avere notificato nulla né ai residenti né al comune di Comiso che, altrimenti, avrebbe convocato un tavolo tecnico per studiare attentamente la situazione».

Senza mezzi termini le esternazioni di una signora, in rappresentanza di tutti i residenti della strada: « Se viene il mal di testa, si taglia la testa e non si cura la causa – ha dichiarato la signora Patrizia Iemolo – in questo tratto di strada siamo stati testimoni di numerosi incidenti ed alcuni mortali, ma per anni l’Anas ha fatto orecchio da mercante. A poche decine di metri da qui, c’è una tra le curve più pericolose che ha falcidiato almeno dieci vittime in pochi anni, l’ultima due anni fa, ma anche in questo caso, nessuno ha provveduto a segnalarne la pericolosità ed a provvedere a mettere in sicurezza quel tratto. Invece si provvede a chiudere l’accesso ad una strada regolarmente accatastata, si proibisce l’accesso a 20 famiglie dove ci sono anche anziani invalidi, si proibisce l’accesso ai mezzi pesanti per il rifornimento di gasolio e gas, per l’espurgo dei pozzo neri e per la fornitura d’acqua».