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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 858
COMISO - 22/06/2009
Attualità - Comiso: lettera aperta degli eredi all’assessore regionale Massimo Russo

Quando la morte arriva prima del diritto riconosciuto

Donna invalida al 100% attende la "104" e la consegna dei pannoloni. Fa prima a morire. I figli scrivono una lettera molto toccante, che pubblichiamo integralmente e senza commenti

Gentile Assessore Russo,
ho apprezzato la sua buona volontà per restituire la sanità siciliana ad una più razionale e sana amministrazione. Credo che mediare tra le diverse istanze dei vari poteri che hanno gestito la sanità fino a ieri sarà stata una operazione titanica, vista l’entità degli interessi in ballo.

Ma io adesso desidero sottoporle una questione che riguarda direttamente i cittadini, dei semplici e molto spesso inermi cittadini, senza poteri o grandi interessi economici da difendere. Malati terminali, non autosufficienti che, senza scomodare le questioni di civiltà, aspirano ad una fine dignitosa, anche perché con il loro lavoro di una vita hanno, con sacrifici, contribuito a garantire i sevizi essenziali.

Accompagnando i miei genitori (malati gravi) verso il loro ultimo scorcio di vita, ho scoperto che la legittima necessità di riorganizzare la sanità con criteri di risparmio vada ad impattare in modo devastante e freddamente burocratico sui diritti elementari dei malati terminali. Una persona che ha avuto riconosciuta un invalidità grave, malata di tumore conclamato o di atre patologie totalmente invalidanti deve, per ogni prescrizione medica o per gli ausili sanitari (dal pannolone alla bombola di ossigeno ecc.) sottostare a diversi passaggi burocratici inspiegabili e a volte offensivi.

Perché non basta la cartella clinica dell’ospedale, la certificazione dell’oncologo, del medico di famiglia per accedere al farmaco? Hai una malattia degenerativa , hai problemi di deambulazione evidenti, certificati, chiedi una sedia a rotelle, dovrai aspettare tempi lunghissimi. Se chiedi di avere riconosciuti i diritti previsti dalla legge 104 e se la persona malata non deambula i tempi si allungheranno enormemente, oltre l’accettabile. Che senso ha chiedere ad un invalido al 100%, per avere i pannoloni, un ulteriore certificato d’invalidità per incontinenza da richiedere al patronato di turno? Forse c’è un mercato parallelo dei pannoloni gestito dagli invalidi siciliani?

Carte, firme, timbri, verifiche, indagini, crediamo siano utili per le note patologie della sanità siciliana, patologie che non riguardano i malati, ma persone sanissime che hanno lucrato in modo indegno sulle sofferenze altrui.

Caro Assessore mi auguro che userà la stessa determinazione e lo stesso coraggio dimostrato fino ad oggi per liberare i malati e le loro famiglie da incomprensibili e inutili passaggi burocratici: mi auguro anzi un rafforzamento dei servizi e dell’assistenza necessari affinché si possa almeno morire in modo dignitoso.

P.S.
Mia madre è morta. Aspettiamo ancora la commissione medica che doveva accertare la sua invalidità ai sensi della L. 104. Quando arriverà, per prima cosa, restituiremo i pannoloni comprati da noi, per fugare ogni dubbio.

Distinti saluti
Raffaele e Tina Turtula