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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 812
COMISO - 31/05/2009
Attualità - Comiso: grande successo ad "Artemestieri expone"

Ricami, intimo e abiti d’epoca nella sala Pietro Palazzo

Come vestiva Comiso nei primi anni dell’800: in esposizione gli abiti della famiglia Zanghi
Foto CorrierediRagusa.it

«Miseria e nobiltà» di un antico mondo coperto dall’oblio e chiuso in una vecchia panca. Le «trame» del tempo tessute a mano, riportano in vita la società dell’800 comisano. È stata una scoperta avvenuta quasi casualmente tempo fa, quando la signora Lucia Zanghi, aprendo una vecchia panca di legno, ha ritrovato abiti tessuti a mano nei primi dell’800, ed appartenuti alla sua famiglia(nella foto.

Sembrano semplici abiti, ma mettono in luce la storia di una società forse poco conosciuta. In effetti Comiso era un piccolo agglomerato di case sorte a ridosso delle pendici degli Iblei, e lungo il fiume Ippari. Quella comisana era una comunità prevalentemente contadina ed artigiana, alla buon’ora si andava in campagna a lavorare gli «orti», mentre le donne restavano a casa a ricamare. Le bambine orfane venivano cresciute nei conventi delle suore, dove imparavano a fare lavori ancillari o ricamo per tutti coloro che commissionavano i corredi per le proprie figlie.

Ma c’era anche un’altra fascia sociale nel paese: quella nobiliare. Una sfaccettatura della quale non si è mai parlato. I nobili ed i notabili del paese, che usavano passeggiare con i loro abiti cuciti a mano dalle migliori sarte, e ricamati dalle mani pregiate di decine di ragazze.
Quante storie legate a semplici abiti di raso, di seta e colorati con colori estratti da fibre naturali. Anche è questa è una parte di storia che forse in pochi conoscono. Comiso era il maggiore centro di cotonifici nei primi dell’800.

In una antica relazione del 1840 a cura del sindaco Pace, facente funzione, si parla di ben 7 cotonifici che davano da lavorare a circa 140 persone. Poi la rivoluzione industriale, non ha risparmiato nemmeno un paese sperduto alle pendici degli iblei, e le fabbriche del tessile hanno preso il sopravvento sull’economia locale. Ma restano ancora le testimonianze che oggi, sono venute a galla, e che rendono immortale un tempo in cui si diceva « pi acqua e gintilia, o Comisu nun si pinia» (a Comiso non manca né acqua, né gentilezza)