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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 637
COMISO - 21/04/2009
Attualità - Comiso: si fa delicata la vicenda degli operai del depuratore

Comiso: 7 dipendenti licenziati si rivolgono al prefetto

Chiedono di mantenere il posto di lavoro e la tutela dell’ambiente. Il 28 aprile l’incontro in Prefettura

Assume connotazioni sempre più allarmanti la vicenda legata ai 7 dipendenti del depuratore di Comiso e Pedalino. Pochi giorni fa le 7 maestranze hanno ricevuto in via ufficiale la comunicazione di licenziamento a decorrere dal 2 di maggio, cioè a scadenza dell’ultima proroga erogata dal comune di Comiso.

La gara di appalto per la nuova gestione del servizio si svolgerà il 5 di maggio ed il rischio è quello dell’interruzione dello svolgimento del servizio essenziale come la depurazione delle acque e con esso l’interruzione del rapporto di lavoro di tutte le unità lavorative degli impianti di Comiso, Pedalino ed aeroporto. I 7 operai hanno inviato una missiva al prefetto di Ragusa chiedendo allo stesso «la immediata adozione di tutte le più opportune iniziative atte a scongiurare pericoli per l’ambiente, la sanità e l’incolumità pubblica e per la salvaguardia del diritto delle maestranze in forza al depuratore di Comiso Pedalino ed aeroporto».

Inoltre, i dipendenti del depuratore,richiamano la solidarietà di tutte quelle forze politiche, sociali e sindacali dando appuntamento al 1 maggio al depuratore di Comiso per difendere «con le mani e con i denti il posto di lavoro ed attuare quella tutela ambientale che la città di Comiso dalle suddette maestranze ha avuto assicurato da ben 17 anni».

Immediato l’intervento del prefetto Carlo Fanara. I 7 operatori ed il sindaco Giuseppe Alfano sono stati convocati per giorno 28 aprile alle ore 17.00 in Prefettura. «Non avevamo dubbi sulla celerità e l’attenzione che il prefetto avrebbe avuto nei confronti di tutta la vicenda – afferma Luca Cilia, uno dei 7 dipendenti -anzi, quando siamo stati convocati dal vice prefetto Ciarcià ci è stato detto che è ora di porre un punto definitivo su tutta la vicenda».