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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 578
COMISO - 22/03/2009
Attualità - Comiso: la festa pasquale riaccende i campanilismi tradizionali

Battaglio delle mia campana, rallegra la Pasqua comisana

Nunziatari e Matricrisiari, una tradizione d’epoca catalana ma ancora attuale Foto Corrierediragusa.it

Campanili o campanilismi? Sicuramente ambo le cose. Arriva la primavera e nell’aria c’è già odore di Pasqua, di Pasqua comisana. Una tradizione antica di sei secoli che risale alla dominazione spagnola, catalana più esattamente. Ma i tempi cambiano e qualcosa sta cambiando anche nella Basilica di Maria SS. Annunziata costruita in periodo spagnolo, sopra gli antichi resti della chiesa di San Nicola.

Dal 1450 Comiso gioiva al suono della campana madre della Basilica che non poteva essere confusa con nessun altra campana. Maestosa, armonica, imperiosa, segnava il tempo e le celebrazioni con cadenze melodiose. A fare eco al suono «ra bedda Matri» solo la campana del Duomo di Maria Santissima delle Stelle, la chiesa Madre di Comiso. Un campanilismo anch’esso vecchio di secoli, che ormai fa parte dell’antico folklore paesano. Ma adesso la campana della chiesa Madre della Madonna Addolorata suona meglio di quella dell’Annunziata.

E per migliaia di «fedeli nunziatari» questo non va bene. I residenti del quartiere, nunziatari puro sangue, non possono più sopportare che il melodioso scampanio sia diventato solo uno stridulo suono «accupato» e gracchiante rispetto agli altri. Uno smacco, un’onta, una umiliazione in prossimità della festa di Pasqua. Ma cos’è successo alla secolare campana?

Niente di metafisico. Le due Madonne non sono entrate in conflitto e nemmeno le loro imponenti campane. Se da un lato il sagrato della chiesa Madre mostra segni di cedimento ed è stato chiuso al parcheggio, dall’altro per par condicio, il campanile della Madonna Annunziata comincia a vibrare troppo ad ogni rintocco. I secoli passano per tutti, anche per le chiese! Dunque si è reso necessario allocare la campana Nunziatura, in un altro spazio diverso dall’originario campanile. La postazione è più interna rispetto al passato quindi il suono è logicamente diverso, e meno roboante. Ma le spiegazioni tecniche servono ben poco a placare gli animi. La campana «ha da sonà come una volta» altrimenti non sarà vera Pasqua.