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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 467
COMISO - 20/02/2009
Attualità - Comiso: finisce in Tribunale la vicenda del depuratore

Via al pignoramento delle somme per pagare i dipendenti

L’avvocato Angela Barone: «Udienza il 26 marzo». Alfano: «Da quando sono sindaco abbiamo sempre pagato»

Approda in Tribunale la querelle economica fra GTA e dipendenti del depuratore di Comiso. Cinque lavoratori non ricevono gli stipendi da sei mesi. Sarebbe stato già notificato (l’avvocato Angela Barone ammette d’avere avviato la richiesta del pignoramento presso terzi) il pignoramento ai due enti debitori nei riguardi della ditta, Comune di Comiso e Asi di Ragusa. «Fino al pomeriggio non mi era stato notificato niente»- afferma il sindaco Giuseppe Alfano. Noi abbiamo sempre pagato».

La somma pignorata s’aggira intorno ai 60 mila euro che, come già dichiarato dall’avvocato Barone, difensore dei lavoratori, sarebbe stata pignorata a quegli enti debitori nei confronti della GTA. Il passo successivo prevede che sia il comune di Comiso, sia il consorzio ASI debbano rendere dichiarazione in tribunale su quanto sia l’effettiva cifra delle spettanze arretrate della ditta nell’udienza fissata per il 26 marzo.

Nei giorni scorsi, l’assessore Michele Zisa, aveva dichiarato che il debito cumulato dalla passata amministrazione, ammontava a circa 300 mila euro. Sulla vicenda è intervenuta anche AN di Comiso che in una nota ha dichiarato: «Da quando è sindaco Alfano la ditta che ha in appalto il servizio, è stata sempre pagata. Purtroppo, come per tante altre situazioni, c’erano grossi debiti precedenti!».

La vertenza potrebbe avere un seguito. Nel futuro bando per la nuova gestione del depuratore resta punto fermo il contratto part-time anziché full-time come da 17 anni ad oggi. Luca Cilia, uno dei cinque dipendenti della GTA, fa sapere che «se non vi sarà alcun cambiamento di rotta da parte dell’amministrazione comunale, l’intenzione dei 5 lavoratori sarà quella di impugnare anche il bando quando verrà pubblicato.