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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:24 - Lettori online 1102
COMISO - 10/02/2009
Attualità - Comiso: per non dimenticare una delle pagine più tragiche

Al «Naselli» in scena Foibe: "Il rumore del silenzio"

Lo storico Nunzio Lauretta: «E’ stata una tragedia immane mantenuta a lungo nell’oblio"
Foto CorrierediRagusa.it

«I martiri delle Foibe non hanno colore politico, sono figli italiani di una delle pagine più tragiche della nostra storia, per troppo tempo tenuta nel silenzio». L’autorevole affermazione è di uno storico di prestigio. Il professore Nunzio Lauretta (nella foto con l´assessore alla Cultura Maria Rita Schembari), docente di Storia Contemporanea presso l’Università di Palermo. Gli assenti si sono persi una lezione di superba ricostruzione storica.

Anche al Teatro "Naselli" di Comiso, così come in tanti altri luoghi d’Italia, s´è stato alzato il velo del lutto, più che il sipario, sulla carneficina (almeno 10 mila i morti) compiuta dai comunisti jugoslavi di Tito in Venezia Giulia e in Dalmazia alla fine della seconda guerra mondiale.

Storia e memoria, immagini filmiche e suggestioni, parole e dolore, a più di 60 anni dagli eventi che finora sono stati volutamente ignorati oppure ricordati in sordina. L’iniziativa di ricordare quei drammi è stata presa dall’amministrazione comunale di Comiso. Con protagonisti d’eccezione: l’intellettuale e storico comisano Nunzio Lauretta, supportato dal commento dello storico e critico cinematografico Antonio De Carlo e dal giornalista Alessandro Ortensi.

Un lavoro encomiabile a cui hanno collaborato anche Stefano Guzzo e Salvatore Spataro e che ha avuto nell’assessore alla Cultura Maria Rita Schembari un punto di riferimento importante. Unico neo, l’assenza dei giovani e degli studenti in particolare, quasi che la loro memoria si rifiutasse di recepire una pagina di storia così dolorosa.

«Forse non siamo stati molto persuasivi con gli alunni» –ha detto l’assessore Schembari, che di professione fa la docente. Forse i ragazzi andrebbero «precettati», magari con la piacevole motivazione di fare svolgere loro un elaborato giornalistico in classe sui contenuti del tema trattato. Non sarebbe male, come idea, per i prossimi eventi di così alta valenza storica e culturale.