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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 583
COMISO - 17/12/2008
Attualità - Comiso - Dopo il nuovo contratto part time e un licenziamento

I dipendenti del depuratore ricorreranno al Tar

Aria grama anche per il resto del personale precario. Interviene l’ex sindaco Pippo Digiacomo che sprona Alfano a muoversi Foto Corrierediragusa.it

Venti di guerra da parte dei 7 lavoratori del depuratore, dopo la delibera che descrive il nuovo bando di gestione della struttura. È stato difatti deliberato dalla giunta il nuovo bando per l’affidamento del servizio del depuratore. Pare infatti essersi conclusa la vicenda che vede coinvolti 7 lavoratori di cui 5 in forza alla struttura da 17 anni, e 2 assunti solo da 4 mesi.

I lavoratori sono dovuti giocoforza passare dalle originarie 36 ore settimanali con contratto full time a quello part time di 22 ore settimanali, con l’assunzione di soli 6 dipendenti e il licenziamento di una unità.

I dipendenti non si aspettavano, dopo 17 anni, di vedersi dimezzato lo stipendio mensile.

I lavoratori si rivolgeranno alla Procura della Repubblica e al Tar. Ma il problema occupazione a Comiso, non riguarda solo i 7 dipendenti del depuratore, coinvolgendo tutto il personale precario in forza al comune da 10 anni, ed il cui contratto scadrà il 31 dicembre. A tal proposito, è intervenuto anche l’on Pippo Digiacomo (nella foto) che ha dichiarato:

«Nessuna notizia si ha ancora per quanto riguarda il futuro dei lavoratori precari in forza al Comune per i quali il 31 dicembre prossimo scadrà il relativo contratto. Questa situazione ha generato uno stato di forte apprensione e di grave incertezza di fronte al quale non si può stare in silenzio o liquidare il tutto con dichiarazioni alla stampa che non trovano poi riscontro in atti amministrativi concreti. Il sindaco, quindi, deve muoversi immediatamente e dare una risposta positiva a tutto il personale contrattista - senza alcuna discriminazione - dando corpo, di concerto con i sindacati, al processo di stabilizzazione che la mia amministrazione aveva avviato con la delibera di recepimento delle norme dell’ultima Finanziaria.»


PROSEGUE LA GIRANDOLA DI POLEMICHE

S´infiamma la polemica tra amministrazione ed opposizione sul problema dei 7 dipendenti del depuratore. Nei giorni scorsi, in merito al ridimensionamento delle ore previste nel nuovo contratto che passerà da full-time a part-time, l’assessore ai servizi alla città, Michele Zisa, aveva giustificato tale decisione dichiarando che l’amministrazione non può garantire «posizioni di rendita a chicchessia», rispondendo così alle proteste dei 7 dipendenti che tra qualche mese, dovranno farsi i conti con uno stipendio dimezzato, dopo 17 anni. Ma a queste dichiarazioni forti, sono seguite le polemiche da più parti. Ultima in ordine di tempo, quella di Biagio Guastella, rappresentante dei giovani democratici e delegato all’assemblea nazionale che attacca Zisa:

« Le rendite di posizione a chicchessia non appartengono ai lavoratori ma a tutti quei politici che occupano ruoli amministrativi senza essere passati dal vaglio e dal giudizio sovrano degli elettori».

Guastella inoltre afferma di rendersi conto che la situazione economica di tutti gli enti locali, e non solo di Comiso, non è delle migliori, prova ne sia la presa di posizione di tutti i dodici sindaci iblei, contro i tagli previsti per gli enti locali, che superano probabilmente il 12%. Ma tagliare sul lavoro, sugli stipendi e soprattutto sul numero di lavoratori, è una scelta poco felice. «Mi chiedo se l’assessore Zisa,» colclude Guastella, «fervido difensore dei lavoratori fino a pochi mesi fa, sostenitore accanito dell’uguaglianza e del rispetto della dignità, si sia davvero reso conto del peso delle sue dichiarazioni. Mi auguro infine che tutta un’altra Comiso non sia davvero questa, ma che in un futuro, e non tanto lontano, le tensioni e le preoccupazioni ingenerate sino ad oggi, siano fugate per far posto a logiche basate su tutt’altri criteri.»