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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:21 - Lettori online 1007
COMISO - 26/11/2008
Attualità - Comiso - La vicenda dei tre dirigenti destituiti, promotori del ricorso

Comune di Comiso condannato dal giudice del lavoro Catalano

L’amministrazione: "I dirigenti non saranno reintegrati"
Foto CorrierediRagusa.it

Una condanna al pagamento delle spese processuali dopo il reintegro di tre dirigenti che erano stati destituiti e sostituiti è stata inflitta dal tribunale di Ragusa all´amministrazione comunale di Comiso, ad appena cinque mesi dall´insediamento. Un piccolo record, di cui certamente non andare fieri.

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Ragusa Claudia Catalano (nella foto) con un´ordinanza cautelare ha reintegrato i dirigenti sostituiti e condannato il Comune di Comiso.

L´amministrazione, appena insediatasi, aveva nominato i nuovi dirigenti in sostituzione di altri, per la logica dello «spoil system». Ma i dirigenti destituiti si sono immediatamente rivolti al tribunale per impugnare i decreti di nomina. Alla fine è arrivata la sentenza di condanna per l’amministrazione Alfano. A tal proposito, è intervenuto il segretario del Pd, Gigi Bellassai, assessore per un decennio nella passata amministrazione: «Apprendiamo - dice Bellassai - che il giudice del lavoro Claudia Catalano, in ordine al ricorso formulato da tre dirigenti del comune estromessi dalle funzioni, ha ritenuto illegittimi, disapplicandoli, i decreti emessi dal sindaco e tutti quelli collegati, reintegrando i tre dirigenti nelle loro posizioni con le funzioni originarie e condannando altresì il Comune a rifondere le spese processuali.

Come avevamo denunciato questa estate - prosegue Bellassai - non poteva essere condotta peggio la vicenda della sostituzione dei vertici della burocrazia amministrativa nel post elezioni. Si è conclamato un illegittimo e incostituzionale »spoyl system alla paesana» con la politica e i partiti che hanno spadroneggiato nell’occupazione di ruoli dirigenziali mostrando la vera faccia autoritaria di questa maggioranza di destra» Il Giudice, come si legge nelle motivazioni dell’ordinanza, ha ritenuto contro legge i provvedimenti di sostituzione dei dirigenti individuandoli come preordinati a far conseguire una posizione apicale a dipendenti che non ne erano provvisti e ciò allo scopo di poter poi assegnare loro le funzioni dirigenziali".

Sempre nell’ordinanza si legge che si tratta di "attività provvedimentale oggettivamente fraudolenta…in frode alla legge" e che i decreti sindacali e le determinazioni erano finalizzati a realizzare "uno scopo vietato o non consentito dalla legge", oltre al fatto che tutti i provvedimenti – sempre secondo l’ordinanza - non risultano sorretti da alcuna convincente motivazione.

«Ce n’è abbastanza – conclude Bellassai - per stigmatizzare quanto avvenuto e sta avvenendo in tema di gestione del personale: la caccia alle streghe, ,i trasferimenti insensati e forzati, l’avvicendamento massificato che non guarda alla qualità professionale e agli obiettivi raggiunti. Sembra conclamarsi una gestione delle risorse umane illegittimamente connessa alla volontà di occupare -anche con mobilità e doppio salto di livello avvenuti nello stesso giorno- tutti i posti di direzione amministrativa tentando di garantire un controllo politico, quasi militare, dell’apparto burocratico, che ha disperso in un sol colpo il lungo lavoro svolto e ha fatto balzare indietro i livelli di produttività amministrativa in settori strategici dell’ente con danni alla qualità dei servizi e ai cittadini.»


LA REPLICA DELL´AMMINISTRAZIONE COMUNALE:
"NON REINTEGREREMO I TRE EX DIRIGENTI"


In merito alla sentenza con cui il magistrato del lavoro ha dichiarato il Comune di Comiso soccombente nella causa intentata da tre ex dirigenti dell’Ente, l’Amministrazione comunale precisa che i dipendenti in questione non saranno reintegrati in quanto il loro incarico sarebbe scaduto in ogni caso il 22 ottobre scorso.

Tutti gli attuali titolari di posizioni organizzative, nominati il 7 agosto scorso con decreto del sindaco Giuseppe Alfano, rimangono quindi in carica e godono della incondizionata fiducia del primo cittadino e della Giunta municipale, in quanto hanno operato finora con ottimi risultati garantendo la trasparenza e la correttezza dell’azione amministrativa.

L’amministrazione comunale precisa altresì che, in ogni caso, non avrebbe reintegrato i dipendenti ricorrenti in quanto si sono resi responsabili nello svolgimento dei loro compiti di irregolarità evidenziate anche dal Collegio dei revisori dei conti.

Il Comune si riserva di presentare inoltre ricorso avverso la sentenza di primo grado ritenendola infondata sotto il profilo giuridico.