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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 818
COMISO - 22/10/2008
Attualità - Comiso - L’aviosuperficie di Salemi porterà il nome di Pio La Torre

L´intitolazione dell´aeroporto di Ragusa-Comiso finisce al Tar

L’iniziativa è del Centro Studi "La Torre - Onlus", con i familiari del leader del Pci ucciso dalla mafia. L’Ars approva la mozione Foto Corrierediragusa.it

Il Centro Studi ed Iniziative Culturali "Pio La Torre - Onlus", con i familiari del leader del Pci ucciso dalla mafia (nella foto), impugnerà davanti al Tar di Catania la delibera del sindaco di Comiso Giuseppe Alfano relativa alla cancellazione del nome di Pio La Torre dall´aeroporto civile, perché illegittima.

E´ stata affidata ad un pool di avvocati vicini al Centro La Torre, di cui fanno parte il prof. avv. Guido Corso, l´avv. Marcello Costa, l´avv. Lucia Di Salvo, l´avv. Andrea Scuderi, la presentazione del ricorso.

Il Centro Pio La Torre in una nota dice "di aver atteso invano un gesto di resipiscenza dell´attuale sindaco di Comiso, dopo l´imponente manifestazione dell´11 ottobre, che aveva visto anche le paresenza del leader del Pd Walter Veltroni e alla quale il Presidente della Repubblica aveva voluto far pervenire un suo messaggio; dopo la presentazione al Presidente della Camera, on Gianfranco Fini, delle trentamila firme dell´appello di Articolo 21; dopo la presentazione dell´interrogazione sottoscritta da oltre cento parlamentari nazionali; dopo la presa di posizione degli intellettuali siciliani; e ora dopo la mozione approvata dall´Ars per il ripristino dell´intitolazione dell´aeroporto di Comiso a Pio La Torre".

E sara´ intitolata a Pio La Torre l´aviosuperficie di Salemi. A renderlo noto e´ stato il sindaco del comune trapanese, Vittorio Sgarbi. Il segretario regionale del Partito comunista italiano venne assassinato la mattina del 30 aprile 1982 da Cosa Nostra. "La mia iniziativa - puntualizza pero´ il critico d´arte - non e´ frutto di retorica antimafia".

L´Assemblea regionale siciliana ha intanto approvato la mozione con la quale si chiede di mantenere l´intitolazione dell´aeroporto di Comiso a Pio La Torre. E´ stata presentata dal capogruppo del Pd Antonello Cracolici e firmata dagli altri presidenti dei gruppi Rudy Maira (Udc), Lino Leanza (Mpa) e Giulia Adamo (gruppo misto).

La mozione è stata sostenuta dal governo, con l´intervento dell´assessore ai
Trasporti Titti Bufardeci. Hanno votato contro una parte dei deputati del Pdl, di area An Nelle scorse settimane, dopo la decisione del neo sindaco di Comiso Giuseppe Alfano (Pdl) di cancellare l´intitolazione dell´aeroporto civile al segretario regionale del Pci ucciso dalla mafia nell´82, per recuperare l´intitolazione dell´aeroporto militare intestato al generale Vincenzo Magliocco, numerose sono state le reazioni di politici,intellettuali e cittadini.

Nel riprendere il suo intervento in aula,l’on Pippo Digiacomo, già sindaco di Comiso e colui che intitolò l´aeroporto a La Torre, dichiara: «Un’amministrazione può intitolare soltanto ciò che è di proprietà; l’aeroporto di Comiso era stato intitolato a Vincenzo Magliocco dal regio Ministero della Difesa di allora». L’interesse militare dell’aeroporto di Comiso ha avuto due momenti di dismissione. Il primo dopo la distruzione delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale; il secondo nel momento in cui l’Aeronautica Militare ha manifestato disinteresse per il sito militare aprendo la strada, praticamente, alla costruzione dell’aeroporto di Comiso.

«Stante così le cose, l’amministrazione comunale da me presieduta, con la delibera n.104 del 12 aprile 2007, non ha cancellato il nome del generale Vincenzo Magliocco perché l’aeroporto militare non esisteva più da molti anni, ma ha intitolato il primo nuovo aeroporto civile italiano nato dal dopoguerra ad oggi non per legge dello Stato». Secondo Digiacomo, cancellare, destituire il nome di colui il quale, all’inizio degli anni ’80, spese il proprio impegno e la propria vita in un’idea straordinaria e cioè trasformare in un sito di pace, di speranza, di progresso e di ricchezza quello che era luogo di morte, che conteneva oltre cento testate nucleari capaci di distruggere sei volte il pianeta, è operare una inutile mortificazione.

(Fonte: Ansa - Ha collaborato Laura Incremona)