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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1235
COMISO - 08/10/2008
Attualità - Comiso - Decisione assunta all’unanimita dall’amministrazione

Comiso: cittadinanza a Mons. Battaglia

Il prete ha da poco festeggiato il mezzo secolo di sacerdozio
Foto CorrierediRagusa.it

La città di Comiso ha conferito la cittadinanza onoraria della città a monsignor Giovanni Battaglia. La decisione è stata assunta, all’unanimità, dall’amministrazione comunale, e suggellata dall’applauso del consiglio comunale, nella seduta che ha segnato il riconoscimento ufficiale della città di Comiso al prete che di recente ha festeggiato i 50 anni di sacerdozio (venne ordinato il 15 agosto 1958).

Monsignor Battaglia è arrivato a Comiso a 24 anni, a 29 anni è stato nominato parroco della Basilica dell’Annunziata, dove è stato rimasto dal 1963 al 1983. Poi ha operato come presidente della Caritas diocesana, ricoprendo anche importanti incarichi a livello regionale e nazionale.

Il sindaco Giuseppe Alfano ha consegnato a Monsignor Battaglia una pergamena e, simbolicamente, le chiavi della città, oltre alla delibera di giunta che sancisce il riconoscimento della cittadinanza onoraria. Nel corso della cerimonia hanno avuto parole di plauso per il «neo-cittadino» il presidente Raffaele Elia, ill vicepresidente Giuseppe Digiacomo, i consiglieri Giovanni Occhipinti, Giorgio Assenza, Cettina Linfanti.

«E’ stato sacerdote come pochi, perchè prima di essere sacerdote è stato grande uomo» ha detto Occhipinti. Nel suo interevento, monsignor Battaglia ha ricordato i sacerdoti ed i laici con cui ha collaborato nell’azione pastorale del post-Concilio ed ha augurato a Comiso di essere «città educativa, solidale, accogliente». Donerà a Comiso la pubblicazione di alcuni manoscritti di Fulvio Stanganelli, ritrovati di recente.

I manoscritti che Stanganelli (il primo storico di Comiso, al secolo don Raffaele Flaccavento, canonico e «ciantro» della Basilica dell’Annunziata) ha lasciato prima della sua morte nel 1951, sono dedicati alla storia di Comiso e delle sue chiese e raccontano la storia di alcuni personaggi di cui si è persa memoria. Monsignor Battaglia pubblicherà questi scritti nella versione integrale, lasciando agli storici il compito dell’interpretazione. Potrà farlo grazie ad un «lascito» del farmacista Antonino Ignaccolo, morto qualche mese fa, che monsignor Battaglia ha destinato in parte in beneficenza (la costruzione di un asilo a Prizren in Kosovo); in parte sarà destinata a quest’opera che darà un contributo alla storia di Comiso.

(Nella foto in alto il sindaco Alfano e Monsignor Battaglia)