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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 600
COMISO - 02/10/2008
Attualità - Comiso - In vista della mobilitazione a livello internazionale

"Nel nome di Pio La Torre",
restituitegli l´aeroporto

L’on Digiacomo ha effettuato un sopralluogo nella struttura
Foto CorrierediRagusa.it

A pochi giorni dalla grande manifestazione del prossimo 11 ottobre in Piazza Fonte Diana «Nel nome di Pio La Torre», per la quale è in corso una mobilitazione a livello internazionale, l’on Pippo Digiacomo ha effettuato un sopralluogo nella struttura per rendersi personalmente conto dello stati dei lavori, intervenendo ancora una volta sulla decisione, adottata dalla giunta municipale, di ripristinare la precedente denominazione dell’aeroporto e documenta l’iter che ha portato l’amministrazione passata, a scegliere e intitolare, per vie legali e trasparenti la struttura.

Digiacomo infatti, afferma che la scelta d’intitolare l’Aeroporto di Comiso a Pio La Torre, fu formalizzata con la delibera n° 104 del 12.04.07 , esecutiva, pubblicata e mai impugnata, intorno alla quale Prefettura (con autorizzazione del 12.06.08) e Società di Storia Patria hanno rilasciato parere favorevole. L’onorevole Digiacomo indica anche quali sono state le ragioni che hanno portato a quella decisione: la prima. «Intitolavamo il più grande nuovo aeroporto del Mediterraneo a un personaggio che era da tempo uscito dalla dimensione di leader politico, per entrare nel doloroso Pantheon delle vittime della mafia, cui la Sicilia delle persone perbene (di quelle che lo sono e di quelle che non lo sono ma potrebbero esserlo, che vorranno esserlo) deve avere un debito di riconoscenza eterno.»

La seconda. «L’intitolazione a La Torre dell’Aeroporto di Comiso ci era sembrata emblematica di un percorso di redenzione estraneo a gran parte delle vicende della controversa storia siciliana. Cioè, di come un sito di morte (oltre cento testate nucleari capaci di distruggere innumerevoli volte il pianeta) si potesse riconvertire in un luogo foriero di pace, lavoro e ricchezza. E’ stato, questo, il senso dell’impegno di Pio La Torre per la smilitarizzazione della Base di Comiso, del milione di firme contro i Cruise, dei centomila a Comiso, della battaglia per il disarmo bilaterale: cioè contro il riarmo USA e Sovietico.»

La terza. «L’intitolazione a La Torre avvenne in coincidenza con la gara per l’individuazione del socio gestore privato: cioè, i partecipanti conoscevano la volontà della Giunta riguardo al nome da dare all’Aeroporto. Pertanto, la cerimonia d’intitolazione (con l’arrivo dell’Airbus del Governo, l’utilizzo della pista, la presenza del Vice Presidente del Consiglio, di Ministri, Sottosegretari, etc) diede all’opinione pubblica il segnale che la costruzione dell’impianto era ormai in via di ultimazione. Ciò, tra i partecipanti alla gara, ebbe l’effetto della benzina sul fuoco. La base d’asta per il 51% della gestione era fissata a € 7.900.000 ma il rilancio arrivò a € 17.000.000: ben oltre il doppio. Quindi, ancora una volta, La Torre era stato per Comiso e la Sicilia cosa buona, giusta e utile.»

«Non vorrei che questa iniziativa stupida del sindaco di oggi - ha concluso l’ on Digiacomo - fosse il risultato di una rancorosità nei miei confronti; uno di quegli odi politici piccoli piccoli, tra personaggi piccoli piccoli che trascinano i grandi in beghe strapaesane.» Quindi, un ulteriore invito al sindaco Alfano di retrocedere dalla sua decisione di ripristinare l’antico nome dell’aeroporto. «Suggerirei al sindaco di fare un passo indietro rispetto a quest’odiosa iniziativa. Ammettere l’errore, chiedere scusa, è segno di maturità. Chissà quante volte gli capiterà facendo il sindaco e questo può essere un degno battesimo d’umiltà. Forse il più degno».


A COMISO COME 27 ANNI FA
PER NON DIMENTICARE LA TORRE
di Vito Lo Monaco (Presidente del Centro studi Pio La Torre)


Tutti a Comiso il pomeriggio di sabato 11 ottobre. In piazza Diana, come ventisette anni fa, ricordando Pio La Torre, contro le mafie, per la pace, per lo sviluppo e la democrazia. È la proposta del Centro studi dedicato a La Torre, d´intesa con i suoi familiari, con gli intellettuali siciliani che hanno proposto l´intitolazione dell´aeroporto al leader siciliano del Pci ucciso dalla mafia, con i promotori dell´appello di Articolo 21.

Una proposta rivolta a tutti affinché sia impedita la cancellazione dell´attuale intitolazione "Pio La Torre" dell´aeroporto civile, decisa dal neo-sindaco di Comiso.

Cominciano a pervenire, tramite il sito www.piolatorre.it, tante adesioni, che renderemo pubbliche, di organizzazioni, sindacati, associazioni, giovani, personalità della politica e della cultura, cittadini. Qualche giorno fa, visitando il Centro Pio La Torre, anche il segretario del Pd, Walter Veltroni, ha portato la piena adesione sua e del partito alla manifestazione.
D´altronde, cancellare l´attuale intitolazione dell´aeroporto civile di Comiso per riproporre quella, voluta dal fascismo, di Magliocco, generale dell´aviazione durante la guerra d´Africa che con Graziani si distinse nella sperimentazione su larga scala dei bombardamenti aerei contro l´inerme popolazione civile dell´Eritrea, significa voler negare l´impegno di Pio La Torre contro la mafia e per la pace.

Le lotte contro i missili a Comiso negli anni Ottanta ebbero questo triplice obbiettivo: accelerare il processo di distensione e disarmo nucleare internazionale, impedire ulteriori infiltrazioni mafiose nella società che sarebbero state favorite dal nuovo scenario politico-affaristico, ottenere un nuovo sviluppo senza mafia dotando la Sicilia e il Sud di moderne infrastrutture in un´ottica euromediterranea.

Questi obbiettivi stimolarono una grande e unitaria mobilitazione popolare di cui fu animatore La Torre, che lavorò per coinvolgere in modo sempre più ampio forze politiche, sociali, culturali, istituzionali anche con una petizione che raccolse un milione di firme. L´Assemblea regionale di allora, presieduta dal socialista Salvatore Lauricella, votò a larghissima maggioranza, sposando le ragioni del movimento pacifista e acquisendo così un merito storico, una mozione rivolta al governo nazionale. Oggi la nuova Ars può rinnovare tale impegno facendo propria la mozione presentata dai gruppi parlamentari del Pd, dell´Mpa, dell´Udc, del gruppo misto per impedire un insulso atto di revisionismo.

D´altra parte autorevoli esponenti del governo regionale e della maggioranza, assieme a quelli dell´opposizione, si sono dissociati dalla scelta del sindaco di Comiso che con quella delibera si è esposto al sospetto, non ingiustificato, che il nome di La Torre non andrebbe bene perché rievoca la lotta alla mafia e quella per la pace e lo sviluppo. Come a dire che si preferiscono la mafia, la guerra e il sottosviluppo.

Appellandoci alle antiche tradizioni democratiche del popolo di Comiso, alla secolare opposizione popolare della Sicilia allo strapotere della mafia, al perenne anelito alla pace e a uno sviluppo moderno, chiediamo al sindaco e alla giunta di revocare quell´immotivata delibera, contro la quale comunque ci opporremo democraticamente in tutti i modi.

L´11 ottobre sarà una grande giornata come quella di ventisette anni fa alla quale partecipò Pio La Torre. Certamente da allora sono cambiate tante cose: basti pensare che i partiti di quell´epoca non esistono più, soppiantati da nuove formazioni politiche. Allora i mafiosi erano quasi sempre assolti per insufficienza di prove; oggi, grazie alle intuizioni e al sacrificio di tanti uomini dello Stato e della politica come La Torre che fortemente volle una legge specifica antimafia, sono condannati e i loro beni, accumulati col crimine, sono confiscati e restituiti alla società. Oggi il Paese conosce meglio non solo la ferocia delle mafie, ma anche i loro affari e i loro intrecci con la politica e le istituzioni.

Per questo, nel nome di quelle vittime, per la libertà di tutti, per la difesa della democrazia da ogni autoritarismo e da ogni violenza, occorre non dimenticare. E serve l´impegno coerente di tutte le nuove forze politiche per cancellare ogni legame con le mafie e le illegalità e per assicurare al Paese un libero futuro.

La Torre fu ucciso, assieme a Rosario Di Salvo, anche per Comiso, perché il suo aeroporto servisse allo sviluppo della Sicilia. Se domani ciò sarà possibile, sarà anche per il suo sacrificio. Cancellare quel nome dall´aeroporto non è giusto. Perciò, come avrebbe detto Pio, «tutti a Comiso».

(Articolo tratto da "La Repubblica" Palermo del 02 ottobre 2008)