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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 856
COMISO - 21/09/2008
Attualità - Comiso - L’aeroporto intitolato a "Vincenzo Magliocco"

A "Pio La Torre" il centro d´eccellenza Mediterraneo

Lo ha deciso il sindaco Alfano per smorzare le polemiche Foto Corrierediragusa.it

Il centro d´eccellenza Mediterraneo ubicato all´interno dell´aeroporto "Magliocco" sarà intitolato a Pio La Torre. Lo ha deciso il sindaco Peppe Alfano per dirimere le polemiche scaturite dalla sua scelta di tornare all´antico nome dello scalo, per l´appunto "Magliocco", rispetto alla successiva intitolazione a "La Torre", alla cui memoria sarà invece dedicato il centro d´eccellenza. In questo modo Alfano considera chiuda la vicenda.

Intanto un´interrogazione parlamentare è stata presentata da decine di deputati e senatori (primi firmatari Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita) per chiedere che la memoria di una delle figure fondamentali del nostro tempo e il suo impegno in difesa della legalità della pace e della democrazia non siano cancellati, calpestati, oltraggiati. Nella sala stampa del Senato, Articolo21 ha spiegato i contenuti della petizione che sul sito internet ha ottenuto oltre 20mila adesioni e che saranno consegnate ai presidenti di Camera e Senato.

Alla conferenza stampa hanno preso parte, tra gli altri, Franco La Torre, Anna Finocchiaro, Giuseppe Lumia, Nicola Tranfaglia, Sergio D’Antoni, Lorenzo Diana, Tonino Russo.

Vincenzo Vita presentando l’iniziativa di Articolo21 e l’eterogeneità delle adesioni all’appello ha stigmatizzato il clima che sta vivendo il nostro Paese, il substrato di intolleranza, le «curiose» forme regressive che dalla rievocazione di Salò a questa vicenda stanno imbarbarendo il nostro Paese.

Giuseppe Giulietti, ha ringraziato il centro Pio La Torre e la famiglia del parlamentare ucciso dalla mafia, cheha dovuto subire l’amarezza di un secondo assassinio, quello della memoria. La memoria di un uomo che ha saputo coniugare la battaglia per la pace con la lotta contro l’illegalità e che è stato ucciso proprio nell’esercizio delle sue funzioni. «Non un’iniziativa ´contro´ – ha affermato il portavoce di Articolo21 – ma ´per´ impedire l’oltraggio…»

«Il sole non si può né nascondere né spegnere» chiosa Anna Finocchiaro citando un vecchio proverbio siciliano. «E il sole dell’esperienza straordinaria di Pio La Torre fatta di coraggio ed impegno infaticabile per la legalità non può essere cancellata». «Sarà divertente – conclude ironicamente – sapere come replicheranno i presidenti di Camera e Senato ad un appello firmato da decine di parlamentari e senatori, e decine di migliaia di cittadini per quest’oltraggio subito».

«La sfida alla mafia – afferma Giuseppe Lumia – non può non partire da Pio La Torre che ha incarnato nella sua battaglia l’idea di un pulsione collettiva di soggetti contro la criminalità. E oggi, in un Paese che si guarda bene dal considerare la lotta alla mafia come una priorità, l’iniziativa antimafia di associazioni, industriali, organizzazioni antiracket, parrocchie trova in Pio La Torre un riferimento certo.

Nicola Tranfaglia spiega che negli interventi che lo hanno preceduto c’è un fil rouge molto preciso, un denominatore comune molto chiaro: «la storia non è uno strumento della politica ma l’espressione dell’identità di un popolo». Nella Germania di oggi non potrebbe succedere che qualcuno rimuova la memoria di un protagonista così importante della storia. Questa vicenda dimostra che lì i conti con il passato e con il nazifascismo li hanno fatti meglio di noi… E voler intitolare nuovamente l’aeroporto ad un generale protagonista dell’impresa in Etiopia, una delle più disgraziate dell’Italia fascista, è un abominio».

Le conclusioni sono del figlio del parlamentare, Franco la Torre. Trapela ancora,a distanza di settimane lo sgomento, l’amarezza e la rabbia che lui e la sua famiglia hanno provato alla notizia che il sindaco del loro Paese intende cancellare quell’intitolazione. Con quella proposta del sindaco la ferita si è subito riaperta, anche se mai si può considerare definitivamente chiusa. Ma il ruolo che la stampa ha avuto nel dare risonanza alle contestazioni dei cittadini, di esponenti politici e del mondo della cultura è stata importante. «Paradossalmente – ha concluso ironico Franco La Torre – dobbiamo ringraziare il sindaco di Comiso perché ha permesso che di mio padre si ricominciasse a parlarne».

Ora però lo invita, ragionevolmente ad accogliere l’appello dei tanti italiani che chiedono a gran voce, di lasciare Pio La Torre lì dove sta…

(Fonte: Stefano Corradino - articolo21.com)