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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 911
COMISO - 01/06/2015
Attualità - Rimostranze verso il comune

Bonifica "Terra dei fuochi" Comiso: residenti molto critici

Sotto accusa la mala politica Foto Corrierediragusa.it

I residenti di contrada Pozzazzito sono molto critici con l´amministrazione comunale e per nulla rassicurati. Nonostante la recente ordinanza del Tar abbia rigettato il ricorso della Soif obbligando la società a bonificare i luoghi di quella che è ormai nota come "la terra dei fuochi" i residenti rimproverano all´amministrazione lungaggini, indecisioni e tentennamenti nel dare il via alle operazioni di bonifica del territorio inquinato. Scrive il Comitato spontaneo: "I tempi della bonifica potrebbero essere già stati dimezzati se l’intento delle istituzioni locali fosse davvero stato quello di salvaguardare la salute dei residenti e dell’intera popolazione ragusana. Infatti la scadenza dei 30 giorni previsti dalla legge ( art.242 d.lgs. 156/2001 cd. Testo Unico Ambiente) per attuare la «caratterizzazione dei rifiuti» sono scaduti da oltre 4 mesi ed il continuo rimbalzo di responsabilità con l’imputato sembra solo una ulteriore beffa dei diritti della popolazione residente.

La presenza dei fumi in superficie (cancerogeni per via delle materie depositate nel sottosuolo) causati dalla combustione sotterranea come risulta dai registri delle centraline dell’Arpa tra ottobre e dicembre 2014, richiedevano un urgente intervento che il Comune di Comiso ha sì operato, ma attuando un palliativo e senza adoperarsi come avrebbe dovuto per la Bonifica del territorio inquinato.

La mancata attuazione della bonifica fino ad oggi - scrive ancora il comitato - fa pensare ad una involontaria complicità nell’inquinamento, altro che a persona offesa e legittimata alla costituzione di parte civile nel processo penale in corso a carico della Soif, processo che è del tutto indipendente dall’azione amministrativa che il Comune di Comiso, avrebbe dovuto svolgere ottemperando celermente ai termini temporali previsti dalla legge citata, e non certo lasciati alla discrezionalità del Sindaco. Le cause del danno ambientale - conclude il comitato - vanno ricercate nella mala politica (di ieri e di oggi) - non soltanto tra i responsabili della ditta Soif che le «autorizzazioni ad estrarre» le hanno ottenute nel biennio 2006-2007 - sempre disattenta alle denunce o ai reali bisogni della popolazione".

L´ORDINANZA DEL TAR DI CATANIA
La bonifica in contrada Porrazzito s´ha da fare e dovrà essere la Soif a realizzarla. E´ questo il senso dell´ordinanza del Tar di Catania che ha rigettato il ricorso presentato dal rappresentante della azienda, la Soif per l´appunto, che aveva contestato le ingiunzioni della Provincia perchè la bonifica nei terreni ridotti a discarica fosse realizzata dalla azienda. Lo scorso ottobre infatti la Polizia provinciale e il personale dell´Arpa hanno riscontrato una notevole quantità di rifiuti dai quali si propagavano odori nauseabondi suscitando non solo le proteste dei residenti ma anche paura per quanto fosse interrato nei terreni per eventuali danni alla salute. Il Comune e La provincia hanno chiamato in causa la ditta che aveva depositato i materiali ingiungendole di provvedere alla bonifica, ma invano. Erano stati assunti impegni in tal senso anche al tavolo tecnico convocato per iniziativa del prefetto Annunziato Vardè ma successivamente non rispettati dalla ditta che ha pensato bene di ricorrere al Tar per evitare di realizzare a proprio costo una doverosa e quanto mai necessaria bonifica.

Il sindaco Filippo Spataro alla luce della ordinanza del Tar è deciso ad accelerare i tempi e disegna il percorso: "A questo punto chiediamo che le parti in causa attuino senza indugio e comunque entro i trenta giorni dall’emissione della ordinanza quanto disposto dalla Provincia regionale di Ragusa, trasmettendo alla Regione il piano di caratterizzazione, cosicché si possa convocare la conferenza dei servizi prevista per legge. Invito la ditta ad onorare, in questo modo, gli impegni assunti nel tavolo tecnico istituito presso la Prefettura di Ragusa e confermati nella comunicazione del 1° aprile 2015.

In caso contrario attiveremo l’intervento sostitutivo, previsto per legge, chiedendo eventualmente alla regione di anticipare le adeguate risorse economiche per l’esecuzione della bonifica. Il Comune di Comiso si costituirà inoltre parte civile nel procedimento penale che sarà celebrato contro i responsabili dell’inquinamento e richiederemo immediatamente che si riunisca il tavolo tecnico attivato presso la prefettura così da procedere in maniera condivisa e senza ulteriori ritardi nell’avvio delle operazioni di bonifica dell’area».