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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1273
COMISO - 10/04/2015
Attualità - Ancora esalazioni dal sottosuolo in contrada Porrazzito

La "Terra dei fuochi" di Comiso è da bonificare

Poi scadrà il termine per presentare il progetto di bonifica da parte dei responsabili dell’inquinamento
Foto CorrierediRagusa.it

Tempo quasi scaduto ma il comitato "No terra dei fuochi" di Comiso attende notizie sul progetto di bonifica di contrada Porrazzito (foto). E´ qui infatti che si trova una vasta area inquinata a causa dei depositi derivanti dalle ex cave di estrazione della pietra di Comiso. Un gruppo di residenti ha voluto verificare a che punto stanno le cose e si sono recati al comune per incontrare il sindaco Filippo Spataro. I residenti premono infatti perchè venga rispettata la data del prossimo lunedì 13 aprile quando scadrà il termine per presentare il progetto di bonifica da parte dei responsabili dell´inquinamento. Dopo un´attesa di due ore per il ritardo del sindaco impegnato in una manifestazione con i primi cittadini degli altri comuni il comitato ha incontrato il vicesindaco Gaglio al quale hanno manifestato tutte le preoccupazioni che dai primi giorni dello scorso agosto vivono i cittadini residenti nella zona dove nel settembre 2014, si sviluppò un preoccupante incendio a seguito del quale fu presentato un esposto alla Procura di Ragusa.

Sono poi seguiti altri incontri promossi dalla Prefettura alla presenza delle autorità locali preposte alla salvaguardia dell’ambiente e con l´Arpa (Agenzia Regionale Per L’Ambiente) che attraverso l’apposizione di apparecchiature scientifiche in questi mesi ha potuto appurare la presenza di numerose sostanze cancerogene ed inquinanti quali Ipa, Voc, Pesticidi, Metalli Pesanti, materiali plastici come Caprolattame e Ftalati. L´attenzione resta dunque alta in contrada Porrazzito e nei prossimi giorni sono attesi sviluppi almeno per quanto riguarda il progetto di bonifica.

LA SITUAZIONE ATTUALE IN CONTRADA PORRAZZITO
Ridimensionate le fumarole sotterranee, resta però un fetore insopportabile, e quel che è peggio, dannoso per la salute pubblica, nella cosiddetta «Terra dei fuochi» di contrada Porrazzito a Comiso. Gli interventi di livellazione del terreno con la compattazione della superficie interessata ha fatto diminuire l´intensità dei fumi biancastri che si levavano dal sottosuolo, che continua però ad emanare miasmi nauseabondi che appestano l’aria per chilometri, rendendola irrespirabile. Temendo per la salute soprattutto dei bambini, i residenti stanno valutando l’opportunità di dare tutto in mano ad un avvocato che tuteli i loro interessi, lamentando una eccessiva «calma» delle istituzioni nella risoluzione del problema alla radice. Un problema che ci sta in tutta la sua gravità, considerato che dalle analisi dell’Arpa erano emerse addirittura tracce di diossina, sostanza notoriamente dannosa per la salute pubblica.

E’ molto probabile che pure le falde acquifere lungo la provinciale 7, nell’area contigua al centro abitato dove insistono parecchi campi coltivati, siano già inquinate, con tutte le conseguenze del caso. Nonostante tutto questo, come accennato, nessun intervento risolutivo è stato ancora attivato a tutela di quanti abitano nella zona. Sul fronte giudiziario, invece, non risulta nessun indagato nell’inchiesta avviata dalla procura di Ragusa sulla inquietante vicenda oggetto, peraltro, di un recente vertice in prefettura. Ampie porzioni di questa zona furono sequestrate tra il 2009 e il 2010 dalla procura di Gela nell’ambito di una indagine che coinvolse alcuni imprenditori gelesi per l’ipotesi di reato di traffico illegale di rifiuti.

Non a caso risulterebbe abbastanza certa l’esistenza di sostanze potenzialmente cancerogene che continuano a bruciare nel sottosuolo della cava di pietra dismessa, come evidenziato dalla stessa Arpa in una nota inviata al comune di Comiso. La zona, oramai da qualche mese, è interessata da una insolita combustione sotterranea che si origina dalla ex cava di pietra.