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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 735
COMISO - 16/03/2015
Attualità - Il presidente della Commissione parlamentare a Comiso

Ecomafie: Ragusa provincia virtuosa

Alessandro Bratti è stato ospite del presidente di Ecodem Gigi Bellassai
Foto CorrierediRagusa.it

«Ragusa è ancora un’isola felice rispetto al resto dell’isola in tema di infiltrazioni mafiose nel settore dello smaltimento e riciclaggio dei rifiuti, ma ciò non vuole dire che è al riparo da possibili appetiti criminali». E’ l’ammonimento di Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e le ecomafie, che dopo essere stato in Prefettura a Catania ha accolto l’invito di Gigi Bellassai (foto), presidente del Consiglio comunale di Comiso e coordinatore regionale di Ecodem, partecipando alla seduta del Consiglio. «In provincia di Ragusa- afferma Bratti- la situazione è più tranquilla e più rassicurante. Senza ulteriori indugi però, nel ragusano, il ciclo di raccolta e smaltimento va potenziato e sostenuto con l’impiantistica e le politiche a di supporto agli enti locali». Gli enti locali, vittime di tagli finanziari, divorati dalla burocrazia, impantanati in discariche sature, stentano a rispettare le norme. «Va accelerato il processo di governance- sollecita Bratti- da parte delle SRR in termini di attività per la riduzione dei rifiuti e al riuso dei materiali, favorendo le GPP, cioè gli acquisti verdi nelle pubbliche amministrazioni e l’applicazione della tariffa puntuale.

Perché anche se la provincia di Ragusa fosse la più virtuosa della Sicilia, senza un distretto industriale di filiera il sistema non troverebbe la chiusura del ciclo e quindi il problema non sarebbe risolto».

Una provincia «felice» ma esposta a rischi, perché i criminali dell’ecomafia sono pronti a contaminare anche Ragusa. «In Sicilia – dichiara Bratti- il ciclo e la gestione dei rifiuti hanno prodotto distorsioni tali che hanno condotto il sistema ad un vero e proprio default. Nell’Isola la raccolta differenziata è troppo bassa e quasi il 90% dei rifiuti viene smaltito in discarica, un metodo costoso e dal punto di vista ambientale improponibile che produce appetiti illeciti, visto il ricco business che rappresenta. Abbiamo trovato una situazione di grave crisi di grande problematicità da tanti punti di vista sia per ciò che concerne la gestione, e quindi i diversi livelli amministrativi, e la mancanza di una pianificazione coerente e costante, che dal 2000 ad oggi di fatto non ha dato nessun tipo di risultato se non creare dei problemi enormi».

Non sfugge a Bratti il fallimento degli Ato e delle SRR. «La cui riforma non è stata portata a termine, e anche la semplice gestione degli impianti è carente. Certo è che, quando alcuni sindaci ci denunciano che nelle gare di spazzamento ed igiene pubblica partecipano solo una azienda o al massimo due, ma quasi sempre una, che cambia di volta in volta, ciò fa capire che c´è un sistema economico forse fortemente condizionato da infiltrazioni della malavita organizzata, così come gli aspetti di corruzione legati alla gestione private di alcune grandi discariche meritano un ulteriore approfondimento, come si sta assolutamente facendo. Tutto ciò produce un grande disservizio, in cui qualcuno che ci guadagna tanto, qualcuno che tenta di guadagnarci molto e nei cittadini, che purtroppo pagano sulla loro pelle un disservizio sia dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista ambientale».