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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1057
COMISO - 23/10/2014
Attualità - Il sindaco ha richiesto la convocazione di un tavolo tecnico in prefettura sulla vicenda

"Terra dei fuochi" a Comiso: l´aria è cancerogena

Installata apparecchiatura per monitorare ed analizzare la composizione dell’aria
Foto CorrierediRagusa.it

Una apparecchiatura per monitorare ed analizzare la composizione dell’aria è stata installata dall’Arpa in un’abitazione di contrada Porrazzito (foto), alla periferia di Comiso, lungo la provinciale 7 e poco distante dall’aeroporto, per accertare la presenza di eventuali diossine o altre sostanze nocive per la salute pubblica. Pare comunque certa l’esistenza di sostanze potenzialmente cancerogene che bruciano nel sottosuolo di una cava di pietra dismessa, come evidenziato dalla stessa Arpa in una nota inviata al comune di Comiso e in attesa dei risultati più approfonditi che emergeranno nei prossimi giorni. La zona, difatti, da qualche mese è interessata da una insolita combustione sotterranea che si origina dalla ex cava di pietra. Dense nuvole di fumo acre e maleodorante si levano, specie di buon mattino, dal sottosuolo, in un’area di ben 10mila metri quadrati, sprigionando miasmi insopportabili che infestano tutta la zona.

GLI INTERVENTI DEL COMUNE DI COMISO E IL TAVOLO TECNICO IN PREFETTURA
A questo proposito il comune di Comiso ha effettuato due interventi, l’11 e il 18 ottobre scorsi, con il compattamento del suolo tramite un ingente quantitativo di terra e sabbia, per soffocare le fumarole. Stando a quanto riferito dai residenti, la situazione è parzialmente migliorata, anche se la soluzione adottata dal comune casmeneo non è risolutiva, dal momento che la combustione sotterranea continua. A questo proposito il sindaco Filippo Spataro ha richiesto al Prefetto di Ragusa la convocazione di un tavolo tecnico fra tutti i soggetti interessati al fine di acquisire tutte le necessarie informazioni circa la reale entità dell’evento potenzialmente inquinante, anche alla luce delle risultanze delle analisi effettuate nel frattempo dall’Arpa, e definire le modalità e i tempi di esecuzione di interventi di Bonifica.

SE NON E´ LA "TERRA DEI FUOCHI" POCO CI MANCA
Insomma, se non è la «terra dei fuochi» della Campania poco ci manca. Pare difatti che la ex cava di pietra e ghiaia dismessa da anni sia stata poi riempita con materiale di dubbia composizione, potenzialmente tossico. Il tutto fu poi «sigillato» da una colata di cemento il cui manto, però, si è spaccato col tempo. Di conseguenza, dalle crepe si sprigionano queste anomale fumarole originate da combustione sotterranea di materiale ignoto, che, a giudicare dall’acre e malsano odore, potrebbe essere molto pericoloso, se non addirittura radioattivo. Oltre a cagionare seri rischi per la salute dei residenti, questo stato di cose sta creando notevoli danni ambientali, come constatato dai tecnici dell’Arpa il cui direttore Maria Antoci ha inviato, come accennato, una nota al comune di Comiso in cui evidenzia «condizioni di grave criticità ambientale e rischio per la salute umana».

I RISULTATI INQUIETANTI ACCERTATI DALL´ARPA
I campioni di terreno prelevati e analizzati hanno fornito risultati inquietanti, con la presenza, si legge nella nota dell’Arpa, «di sostanze altamente contaminanti, alcune delle quali cancerogene quali idrocarburi policiclici aromatici, composti organici clorurati, furani e policlorobifenili possibili precursori di diossine». Al di là dei termini tecnici, la sostanza è che la combustione di questi composti «Costituisce – chiude la nota dell’Arpa – grave pericolo non solo per le persone, ma anche per le falde acquifere che potrebbero essere contaminate dalla veicolazione degli inquinanti determinata dalle piogge». Da quanto evidenziato dall’Arpa, dunque, il comune di Comiso dovrebbe fare ben altro che riversare terra nella zona. Intanto la polizia provinciale prosegue le indagini per risalire ai proprietari dei terreni.