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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 954
COMISO - 13/03/2014
Attualità - Dibattito a Comiso sui rapporti genitori-figli con la psicologa Silvia Vegetti Finzi

I genitori si separano, quali emozioni vivono i figli?

Dibattito moderato da Claudia Schembari. La nota psicologa Vegetti Finzi ha fatto emergere un dato allarmante: dopo i 60 anni le coppie «scoppiano» di più e si separano con maggiore frequenza
Foto CorrierediRagusa.it

Dovrebbe essere l’età in cui ci si avvicina alla «pace dei sensi», quella in cui un legame dovrebbe essere ancora più forte e consolidato, invece dopo i 60 anni le coppie continuano a separarsi con maggiore frequenza. Un dato sorprendente e sconfortante fatto emergere a Comiso dalla nota psicologa Silvia Vegetti Finzi (nella foto a destra con la moderatrice Claudia Schembari) durante l’incontro sul tema «Unioni familiari in crisi: quali emozioni vivono i figli». Con l’ospite d’eccezione Silvia Vegetti Finzi, al Teatro Naselli, nell’ambito della seconda edizione del master formativo promosso dall’associazione «Genitori e figli – istruzioni per l’uso», realizzato in collaborazione con la cooperativa Logos, anche Claudia Schembari della Logos, lche ha introdotto il tema davanti a una platea di presenti abbastanza consistente.

La dottoressa Vegetti Finzi si è soffermata sulla gestione del conflitto e sulla necessità di saperlo governare soprattutto rispetto ai propri figli che ne fanno parte e ne colgono le tensioni emotive anche se hanno pochi anni. In base all’età varia il modo di recepire la separazione, passando spesso dagli effetti psicosomatici ai sensi di colpa, ricordando le modalità con cui è stata loro comunicata la decisione di separarsi, cercando di capire cosa adesso li aspetta. E dinnanzi a questi passaggi fondamentali della vita dei figli, il silenzio dei genitori diventa un ulteriore problema.

La Vegetti Finzi ha infatti spiegato che i genitori nel tentativo di proteggere i figli, cercano di lasciarli ai margini della vicenda. Ma è un errore perché il rischio è che invece i figli si sentano immotivatamente isolati. Ed allora perché ci si dimentica dei figli e delle loro emozioni? «Perché i genitori si sentono in colpa – ha detto la Vegetti Finzi – Nessun genitore vorrebbe dare un dolore ai propri figli perché per loro si vorrebbe sempre il massimo della felicità. Ma quel divorzio, se non condiviso e in qualche modo accettato, diventa imposto. La strada giusta non è quella di mettere i figli ai margini della questione ma piuttosto, per il loro bene, è opportuno condividere quanto sta avvenendo, prendere atto dell’accettazione del dolore per poterne insieme uscire».

E il consiglio che la psicologa ha voluto dare alla folta platea è stato quello dell’ascolto e della necessità di valutare bene ogni situazione. «I genitori non devono aver fretta a separarsi proprio perché dovrebbero meglio esaminare la separazione dal punto di vista dei figli. Se prima di entrare in conflitto i genitori si occupassero più dei figli probabilmente ci sarebbero meno separazioni e comunque sarebbero separazioni più responsabili».

La Vegetti Finzi ha insistito sul ruolo del genitore che, anche da separato, deve restare tale: «Il genitore non deve trasformarsi nell’amico del figlio. I figli hanno già i loro amici. Deve restare genitore, naturalmente non autoritario ma autorevole, passando più tempo con i propri figli, parlando, condividendo anche le emozioni ma sempre nel reciproco rispetto delle posizioni». Infine un positivo riferimento all’affido congiunto, un vero passo avanti che ha portato ad una maggiore consapevolezza tra coloro che hanno deciso per la separazione.

Durante l’incontro sono state lette ed interpretate alcune lettere di figli di coppie separate. Sono stati gli attori Lella Lombardo, Ivana Sallemi e Salvo Giorgio della scuola di teatro «Oltre il sipario» di Comiso, a recitare con grande pathos questi brani suscitando la commozione del pubblico presente. A fine incontro è intervenuto anche il prof. Mimmo Mandalà, della sezione di Ragusa dell’Associazione Genitori Italiana che ha suggerito una maggiore educazione all’ascolto all’interno della famiglia dove la comunicazione delle emozioni è oscurata dalla comunicazione di servizio. Il prossimo ed ultimo appuntamento con il master formativo è in programma per il prossimo 9 aprile con un altro ospite d’eccezione, Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose.