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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 614
COMISO - 01/06/2013
Attualità - Venerdì prossimo visita allo scalo del ministro delle Infrastttuture e del vicecommissario Ue

"Soaco" apre il canale con "Ryanair"

Anche Air Malta e Tunis Air sono interessati ad aprire un tratta da e per Comiso Foto Corrierediragusa.it

Ciampino, Malpensa, Praga e Budapest. I primi contratti per volare da e per Comiso saranno chiusi per queste destinazioni. Lavorano a queste tratte i vertici di Soaco che contano di chiudere il primo contratto già per lunedì 10. Sul nome delle compagnie è ormai chiaro che una sarà Ryanair che ha dimostrato interesse per il collegamento con Ciampino che è una delle basi operative della compagnia irlandese in Italia. Air one invece dovrebbe volare su Malpensa assicurando così il collegamento con la seconda città più richiesta dalla clientela siciliana dopo Roma.

Soaco ha contatti con il direttore generale di Ryanair, Michael Cawley, che è stato invitato a Comiso per venerdì prossimo quando lo scalo ospiterà anche il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, il vicecommissario dell’Unione Europea, Antonio Tajani, ed il presidente della Regione. Un incontro ad altissimo livello proprio per rendersi conto di persona della struttura e delle sue potenzialità. Rosario Crocetta avrà comunque un’anteprima domenica pomeriggio visto che sarà al «Vincenzo Magliocco» insieme al sindaco Peppe Alfano ed a Pippo Digiacomo.

Soaco lavora inoltre su altre due direttrici. La prima è quella del mercato dell’est che è al momento il più effervescente e potrebbe trovare in Sicilia uno sbocco interessante. Anche le compagnie dei paesi che affacciano sul Mediterraneo sono in contatto con la società di gestione. In particolare Air Malta, che potrebbe puntare su un Malta-Comiso-Roma e Tunis Air che ha in Sicilia un bacino di connazionali residenti e che possono essere la clientela privilegiata per una tratta remunerativa.

Le polemiche tra i vertici di Sac e Soaco
Bordate da tutte le parti. Le dichiarazioni di Enzo Taverniti, presidente della Sac, non sono piaciute, anzi hanno lasciato di stucco un’intera provincia. C’è già chi, come il presidente provinciale di Confcommercio, Sergio Magro ed il presidente di Commerfidi, Salvatore Guastella, gli rimproverano di essere originario di Reggio Calabria e di essere il portavoce dell’amministratore delegato di Sac, Gaetano Mancini, mai troppo entusiasta dell’aeroporto di Comiso.

Dicono all’unisono Magro e Guastella: «Non ci sorprendono le parole di Enzo Taverniti perché il presidente non ha mai mostrato versatilità alla apertura del Magliocco, un concetto ripetutamente espresso negli anni passati in Consiglio e in Giunta camerale di Ragusa. E pur tuttavia le sue dichiarazioni sono gravissime e insensate in quanto appaiono scollate da responsabilità all’avvio del Magliocco di cui si sarà dovuto pure fare carico. Quando il territorio ha manifestato appieno il proprio grande entusiasmo, per avere raggiunto un traguardo atteso da anni, c’è chi ha voluto gelarlo con dichiarazioni inopportune per tempistica e per contenuti». Come start up non c’è male proprio e viene proprio da chiedersi quale potrà essere il prossimo futuro dell’aeroporto se già a 24 ore dalla sua apertura le polemiche sono così affilate e le ruggini nascoste emergono in modo così evidente.

Vanno giù duri ancora Magro e Guastella contro quelli che ritengono i «poteri forti» esterni alla provincia iblea: «Sentire riaffermare certi concetti non fa altro che farci rivivere le vecchie e riconosciute resistenze di una certa parte della Sicilia che questo aeroporto forse non lo ha mai voluto, anzi se lo è trovato tra i piedi, come un ingombro. Un ingombro costato caro, tanti e tanti milioni di euro, ma sempre meglio dell’arrivo di qualche altro competitore che avrebbe messo il sale sulla coda. Se questa stessa parte non se la sente di andare avanti, lo dica chiaramente". Se non è guerra aperta Ragusa-Catania poco ci manca anche se di mezzo ci va una creatura appena nata, debole e senza forze, che avrebbe bisogno di sostegno e non di sciabolate.

Gli interventi di Taverniti e Dibennardo
Il veleno è nella coda, si potrebbe dire. L’inaugurazione del «Vincenzo Magliocco» porta con sé una polemica di cui tutti farebbero a meno perché invece di vedere i vertici gestionali dell’aeroporto rimbeccarsi responsabilità c’è invece da lavorare. Il contrasto emerso tra il presidente della Sac, Enzo Taverniti, e della Soaco, Rosario Dibennardo, evidenzia una diversità di vedute che potrebbe nuocere al futuro dello scalo comisano.

Enzo Taverniti, che ha mantenuto un ruolo defilato nel giorno dell’apertura dello scalo, non si è fatto pregare qualche ora dopo per dire la sua: «Aprire oggi l’aeroporto è uno spreco –ha detto il presidente della Sac, che ha la maggioranza in Soaco- Avere reo operativo l’aeroporto non è stato una bella idea quando ancora non ci sono contratti con nessuna compagnia aerea. Avevo proposto di spostare l’inaugurazione al primo volo di linea, ma i dirigenti della Soaco non hanno voluto sentire ragioni. Lo scalo nel primo anno accumulerà perdite ingenti perché il primo volo è previsto per il 7 agosto con un Comiso Ciampino della Ryanair. Ad accezione di questo volo bisognerà poi attendere settembre e tenere aperto un aeroporto senza un aereo che vi atterri è un lusso che non ci possiamo permettere.

Stilettate profonde al management di Soaco il cui presidente Rosario Dibennardo è subito intervenuto per fare chiarezza: «Il 15 aprile scorso, in un’assemblea dei soci di Soaco convocata appositamente, è stata confermata, all’unanimità, la volontà di aprire il 30 maggio. Tre giorni dopo è stato pubblicato il ciclo Airac confermando così la data di apertura del 30 maggio. Si è dunque accelerato sulla certificazione della Soaco, che è arrivata il 22 maggio, insieme al decreto di apertura dell’aeroporto che è stato firmato dall’Enac. E’ paradossale che il 29 , il giorno prima dell’apertura, ci si chiede di posticipare la data. Tra l’altro, è importante che l’aeroporto sia operativo perché tutte le compagnie aeree chiedono di verificare gli audit di qualità, cioè di effettuare delle prove di tutte le procedure di aeroporto. Noi abbiamo molti contatti e dei contratti che stanno per essere chiusi ed è importante che le compagnie possono fare le verifiche».

Per ciò che attiene i costi di gestione dello scalo, Dibennardo aggiunge: «Le società che hanno partecipato al bando di gara del marzo 2007 (con base d’asta di 7.989.660 euro) sapevano che quei fondi dovevano essere spesi per lo start up. La Soaco, ad oggi, ha operato con oculatezza, chiudendo il bilancio, negli ultimi due anni, con la mia presidenza, quasi in pareggio. In questi primi mesi di operatività avremo costi fissi solo per i servizi di security e di handling, per circa 50.000 euro al mese. Tutti gli altri sono costi che avremmo dovuto sostenere lo stesso, per primi i costi dei controllori di volo che dal 30 maggio, come da convenzione, operano a Comiso. E sono costi che dovremmo sostenere comunque, anche con un aeroporto chiuso».

La cerimonia di apertura del "Magliocco"
Sobria come era stato anticipato, affollata e partecipata come l’evento storico merita, concreta ed essenziale per non illudere troppo le aspettative della comunità iblea, molto stanca di prendere sberle senza meritarle. Così è stato tagliato il nastro tricolore al Vincenzo Magliocco di Comiso nel giorno più attesto degli ultimi 15 anni, presenti tutte le autorità civili, militari e religiose, i sindaci del territorio, più quelli dei comuni vicini Mazzarrone e Niscemi, il commissario della Provincia, la deputazione iblea. Al microfono per gli interventi di prammatica, solo 3 persone, il sindaco di Comiso Giuseppe Alfano, il presidente della Soaco Rosario Dibennardo (riconfermato ufficialmente) e il vescovo mons. Paolo Urso, che con le sue preghiere ha benedetto la struttura, il personale che lavora nello scalo e i futuri passeggeri.

Certo, l’atmosfera in pista è surreale. Neanche un velivolo da turismo, solo gente che guarda estasiata la struttura, un vero gioiello al cospetto dei tanti obbrobriosi scali sparsi qua e là per tutta la penisola. Se tutto andrà bene, il primo vero volo dovrebbe avvenire entro settembre. Lo scalo è aperto, adesso si attendono i «clienti»-partner, ovvero le compagnie aeree che dovranno atterrare e i passeggeri da imbarcare. E c’è da fare in fretta, perché per pagare tutto il personale civile e militare che alberga dentro il Magliocco, se non volano non gli aerei voleranno ma centinaia di migliaia di euro per ogni giorno di ritardo.

Enzo Tarveniti, presidente Sac è ancora pessimista sui tempi certi del primo vero volo civile, ma entro settembre si ipotizza un viaggio Comiso-Ciampino con la compagnia Ryanair, con la quale il presidente Soaco Rosario Dibennardo avrebbe già un contratto in tasca.

«Sono molto soddisfatto -ha esordito il sindaco Giuseppe Alfano- un sogno s’è avverato. Qui c’è il futuro di questa provincia e non è il tempo di fare polemiche e critiche». Fuori lo scalo, però, i licenziati dei villaggi turistici di Ispica gridano vergogna e fischiano contro le istituzioni ed espongono striscioni del tipo «Avete aperto l’aeroporto e avete chiuso 3 villaggi turistici».

«C’è da fare in fretta -ammonisce il deputato regionale Giuseppe Digiacomo- perché il personale che staziona dentro la struttura ha un costo giornaliero notevole. Non si può non essere soddisfatti per questo importantissimo traguardo raggiunto, anche se in ritardo rispetto a quanto previsto. Lo sforzo compiuto da tutte le parti in causa ha finalmente permesso di ottenere un risultato inseguito da tempo e che apre le porte ad un futuro di sviluppo per la provincia di Ragusa e la Sicilia sud-orientale».

Sul prossimo futuro della Soaco sembra proprio che Rosario Dibennardo sarà riconfermato alla presidenza della Società aeroporto Comiso. Questi, visibilmente emozionato, giovanissimo manager e imprenditore di successo nel settore turistico, in poche battute ha sottolineato l’importanza storica dell’evento che ha avuto un’accelerazione negli ultimi due anni della sua presidenza. Ha chiuso il vescovo Urso, con la benedizione di rito che vuole essere anche l’auspicio per il bene di un territorio per troppo tempo ai margini dei centri di grande sviluppo e benessere.

Approvato progetto apertura bretella di collegamento
Approvato il progetto per il collegamento tra l’aeroporto di Comiso e la Statale 514 Ragusa Catania. L’approvazione è venuta a conclusione dei lavori della conferenza di servizio che si è tenuta presso l’assessorato regionale alle Infrastrutture. Il progetto prevede una spesa complessiva di 115 milioni di euro. Di questi 30 milioni provengono dai fondi Pac mentre altri 16 sono stati messi a disposizione dalla provincia grazie ai fondi ex Insicem. E’ una somma che consentirà di potere avviare subito l’iter per il bando dell’opera.

Il resto della somma dovrebbe essere invece attinta da fondi comunitari anche se ancora non è stato definito l’iter. L’approvazione del progetto è comunque un passaggio importante sul piano tecnico e burocratico perchè consente la predisposizione del progetto esecutivo e di procedere alla gara d’appalto per la realizzazione della bretella di collegamento tra la S.S. 514 Ragusa-Catania e la strada provinciale Chiaramonte Gulfi-Comiso.

Dice il commissario straordinario alla Provincia, Carmelo Scarso: «Col progetto definitivo in mano possiamo procedere a quello esecutivo nel giro di qualche settimana e mettere in appalto l’opera. La bretella di collegamento al servizio del nuovo aeroporto di Comiso consentirà di avere una rete viaria adeguata al le potenzialità dello scalo aereo».