Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 1199
COMISO - 28/05/2013
Attualità - Data storica di apertura dell’aeroporto

Dalla missione "Arcobaleno" al primo volo 14 anni dopo. Oggi apre il "Magliocco"

Cerimonia sobria e aperta a tutti. Entro il 7 giugno, a chiusura dei contratti, dovrebbero atterrare i primi aerei. Dibennardo è a fine mandato: o riconferma o si rinvia l’assemblea dei soci
Foto CorrierediRagusa.it

Dalla missione Arcobaleno del 1999 al primo volo, 14 anni dopo. Stavolta sul serio, appena le compagnie aeree decideranno di fare rotta sul Magliocco, appena la Soaco chiuderà le trattative in corso con compagnie di bandiera importanti e aggancerà voli low cost. Chi sono? «Rispettiamo la loro volontà e non riveliamo i nomi-afferma Rosario Dibennardo, presidente Soaco il cui mandato scade proprio il 29 maggio, il giorno prima dell’inaugurazione- Di certo c’è che lo scalo è pronto ad ospitare aerei, un contenitore aperto a partner che ritengono di investire su Comiso. Siamo pronti grazie alla sinergia di tutti, alla scontistica operata da Soaco, all’impegno della Camera di Commercio, Regione e tutti gli altri enti. Il mio pronostico? Entro la prima settimana di giugno dovremmo chiudere i contratti e garantire voli con Roma, Milano o Ciampino, Bergamo o Malpensa, Est e Nord d’Europa».

Avremo modo e tempo per fare la storia del Magliocco, poi diventato Pio La Torre e poi di nuovo generale Vincenzo Magliocco, a seconda dell’inquilino che occupa la stanza del municipio più importante di piazza Fonte Diana. Ma un po’ di cronistoria è doverosa. Dalle minacciose ruspe di un certo Luigi Crispino, che voleva spianare un terreno e realizzare una pista di atterraggio e decollo vicino a Serra San Bartolo, allo storico accordo tra Massimo D’Alema e Giuseppe Digiacomo, entrambi dello stesso partito, il primo presidente del Consiglio, il secondo sindaco di Comiso. Un colpo d’occhio, una stretta di mano, una parola che diventa realtà dopo 14 anni.

Nella vicina Jugoslavia infuriava la guerra e da quella martoriata terra al di là dell’Adriatico c’era il fuggi fuggi. D’Alema e Fausto Bertinotti avevano da poco brigato con successo per mandare a casa Romano Prodi e «baffino» si era insediato a Palazzo Chigi. Tu mi ospiti 5 mila kosovari dove alloggiavano gli americani ai tempi dei Cruise e io ti faccio fare l’aeroporto, disse D’Alema al sindaco Digiacomo. Un colpo d’occhio, una stretta di mano e via, ma per realizzare quella promessa ci sono voluti 14 anni di tribolazioni, molti governi di mezzo e oceani di polemiche.

L’inaugurazione di giorno 30 maggio, fissata per le 8,30 del mattino, non prevede atterraggi e decolli. Al massimo ci sarà il botto di un tappo di champagne, ma non aperto da Altero Matteoli. Non verrà il premier Letta e neanche il ministro Lupi. Sono state invitate tutte le autorità, col prefetto Annunziato Vardè in testa, compresi i due predecessori, Giovanna Cannizzo e Giovanna Cagliostro. Chi taglierà il nastro ancora non si sa. In ogni caso, tutto nella massima sobrietà. «Non sarà speso un euro»- assicura Dibennardo. E lo dice un comisano doc tutt’altro che taccagno!

Più rumore dovrebbe esserci il 7 giugno, quando è prevista la presenza al Magliocco di Antonio Taiani, vice presidente della Commissione Europea, Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti e Infrastrutture, e a seguire Rosario Crocetta, Michela Stancheris, assessore regionale al Turismo, gli amministratori e i presidenti delle maggiori compagnie di bandiera. Niente pass per stampa e autorità, l’inaugurazione è open, aperta a tutti, anche ai cittadini che vogliono partecipare. Un momento del genere che dà alla luce il primo aeroporto italiano che comincia da zero è evento da incorniciare. Da giorno 30 avranno un posto fisso dentro lo scalo la Guardia di finanza, la Polizia, i Carabinieri, la Dogana, i Vigili del fuoco, il 118, l’Enac e la Soaco.

E a proposito di Soaco a fine mandato? Il 29 maggio, un giorno prima della cerimonia, l’assemblea dei soci (Comune e Intersac) deve approvare il bilancio e procedere il rinnovo delle cariche. Come passerà queste due notti Rosario Dibennardo? «Come tutte le altre- rivela- mi basta la soddisfazione di aver dato prova di essere riusciti ad aprire l´aeroporto in questi due anni di presidenza. Fine o rinnovo del mandato, non sta a me dirlo, e non voglio fare nemmeno previsioni. Decide l’assemblea, decide il sindaco Giuseppe Alfano». E allora, in questi casi le previsioni sono due: che l’assemblea dei soci approvi il bilancio e riconfermi Dibennardo alla carica di presidente Soaco. Oppure che approvi il bilancio e rinvii il rinnovo delle cariche magari a dopo le elezioni, quando si saprà se in piazza Fonte Diana ci sarà ancora l’attuale o sindaco oppure un altro.