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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1358
COMISO - 15/03/2013
Attualità - Gli artigiani bussano alle casse comunali, ma nessuno risponde

Cna chiede incontro per pagamenti, il Comune è sordo

Calogero invita gli amministratori a essere più sensibili: «Se avessimo avuto la possibilità di incontrarli avremmo chiesto quanto tempo devono ancora attendere le imprese per ottenere le loro somme per i servizi resi all’Amministrazione»
Foto CorrierediRagusa.it

Vantare crediti dal Comune e non sapere quando poterli esigere. Essere creditori e debitori nello stesso tempo. Subire il danno e la beffa insieme. Il danno di non potere onorare gli impegni con i propri creditori e la beffa di non essere neanche ricevuti dal Comune. La richiesta d’incontro con la Commissione crediti insoluti e con gli amministratori comisani, protocollata l’8 febbraio da parte della Cna casmenea è rimasta lettera morta. Giovanni Calogero (foto), presidente della Cna comisana è un dirigente sindacale che non perde la pazienza quasi mai, ma quando si è con le spalle al muro la rabbia sale.

«Fino ad oggi, però – dice il presidente della Cna territoriale, Giovanni Calogero, con il responsabile organizzativo Giovanni Sallemi e con Giorgio Stracquadanio – nessuno ha sentito il bisogno di farsi sentire. Sicuramente, sia gli amministratori, sia i commissari, devono fare i conti con numerosi impegni. Possiamo comunque assicurare come anche le imprese che devono ricevere somme dal Comune abbiano diversi doveri da ottemperare, scadenze e responsabilità, in primis con i propri dipendenti».

Gli amministratori non hanno avuto neanche la sensibilità di incontrare la Cna per definire tempi e modalità di pagamento delle somme dovute. «Se avessimo avuto la possibilità di incontrarli- continua Calogero- avremmo chiesto loro: quanto tempo devono ancora attendere le imprese per ottenere le loro somme per i servizi resi all’Amministrazione? Si può contare su queste somme o le imprese devono rassegnarsi? Facciamo notare come le imprese che ci sforziamo di rappresentare non siano però per nulla rassegnate a perdere i soldi in questione. Anzi, per molti artigiani, la rassegnazione è la filosofia di chi non è obbligato a lavorare sempre col dubbio di perdere il lavoro. Facciamo notare che anche i dipendenti di queste attività non si rassegnano per lo stesso motivo. Non possiamo addebitare tutte le responsabilità della situazione economica del Comune all´attuale Amministrazione o ai commissari. Chiediamo però più attenzione e soprattutto maggiore sensibilità per le imprese, per le loro famiglie e per i dipendenti. La crisi sta già mortificando un territorio storicamente vivace. Se a questo associamo anche la poca cautela nell´ascolto, la demoralizzazione rischia di aumentare».