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COMISO - 09/02/2013
Attualità - A pochi mesi dall’annunciata apertura dello scalo, i ministri s’avventurano in battute semiserie

Magliocco: Gnudi boccia Passera

Il presidente della Soaco Dibennardo rincuorato dalle parole del ministro Gnudi dopo la bocciatura di Passera riguardo all’inserimento nel piano di interesse nazionale
Foto CorrierediRagusa.it

Aeroporto Magliocco, uno lo boccia, l’altro lo promuove. Due ministri, due visioni, due modi di intendere e di volere la politica e le disgrazie di un territorio abbastanza irriso e beffeggiato dai politici e ora anche da quelli che si definiscono «tecnici». Due decisioni figlie dello stesso governo partorite dalle teste di Corrado Passera, comasco, ministro allo Sviluppo economico; e di Piero Gnudi, bolognese, ministro al Turismo, Sport e agli Affari regionali, entrambi pupilli del premier Mario Monti. Che si mettessero d’accordo! Almeno a poche settimane dal congedo di quest’ultimo governo draconiano di cui non sentiremo molto la mancanza, se non per avere chiuso il club privè frequentato da dongiovanni e cocotte e di avere restituito un po’ di rigore morale al Paese al cospetto dell’Europa. Passera o Gnudi, a chi dobbiamo credere?

Tempestivo e doveroso l’intervento del presidente della Soaco, nonché presidente provinciale di Federalberghi, Rosario Dibennardo (foto), a fronte delle sortite di fine legislatura dei due ministri. «Non potevamo manifestare stupore e perplessità- dice Dibennardo- per le scelte incomprensibili del Governo sul nostro scalo. Se da un lato Passera ha escluso il Magliocco dal piano nazionale, il suo collega Gnudi lo fa diventare una delle priorità da attivare a regime nel giro di 24 mesi».

Sortilegi dei ministri tecnici, che provano a scimmiottare i politici ora che con l’arte della politica ci hanno preso gusto. «Infatti – chiarisce Dibennardo – se da un lato Passera ha escluso il Magliocco dal Piano nazionale, dall’altro il collega ministro per il Turismo, Piero Gnudi, nel piano di intervento denominato «Turismo Italia 2020 – Leadership, lavoro, Sud» lo fa diventare una delle priorità da attivare a regime nel giro di 24 mesi».

La riflessione di Dibennardo trae spunto dalla lettura del piano di intervento «Turismo Italia 2020», laddove a pagina 64 si fa riferimento all’apertura di «poche selezionate strutture aeroportuali in aree a forte potenziale di crescita o con forte brand, con focus sui vettori a basso costo e con l’obiettivo di una significativa riduzione dei tempi di collegamento point-to-point». Gnudi sostiene che «aprire l’aeroporto di Comiso, tra Siracusa e Ragusa, significa offrire una base ai voli low-cost e favorire un progetto più complessivo di sviluppo turistico dell’area che favorisca in generale il territorio e dunque anche l’intero sistema aeroportuale siciliano».

Sono queste parole positive che stimolano Dibennardo: «Sì, siamo estremamente stimolati dal fatto che il ministro per il Turismo pensi a Comiso come una delle infrastrutture su cui potranno essere convogliati i flussi dei visitatori nei prossimi anni per quanto riguarda la Sicilia orientale. Non comprendiamo perché il ministro Passera, invece, abbia deciso di fare la scelta completamente opposta. Qualcosa non torna».

Riguardo ai problemi tutti interni alla gestione futura della Soaco e alla Sac, il cui pronunciamento sul ricorso avverso l’elezione di Enzo Taverniti alla presidenza è stato differito a dopo l’estate, Dibennardo dribbla le domande con qualche battuta: «Della Sac non mi occupo e della Soaco sono tranquillo. Il mio mandato è in scadenza, vero, ma il mio unico problema in questo momento di quello di aprire l´aeroporto». Elezioni che potrebbero vedere la partecipazione del sindaco uscente Giuseppe Alfano. Non è escluso che Dibennardo possa essere riconfermato alla guida della Soaco anche per i prossimi 3 anni. Riguardo all’intervento del senatore Beppe Lumia, che ha recentemente detto di voler mandare a casa i burocrati che si metteranno di traverso sulla pista del decollo, Dibennardo è d’accordo: «Ha detto bene, se c´è qualcuno che si mette di traverso è bene che sia mandato a casa».