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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1120
COMISO - 16/01/2013
Attualità - Entro metà febbraio saranno chiusi i contratti con le compagnie

Aeroporto Comiso: rotte Nord e Europa Est

Volotea e Jet2.com tra le compagnie più interessate oltre ad Air One. Ryan Air chiede 47 milioni di euro un piano industriale di 7 anni Foto Corrierediragusa.it

Comiso punta sull’Europa del Nord, verso Est e sul traffico charter per i villaggi turistici. La società di gestione dell’aeroporto ha le idee chiare sul traffico passeggeri che potrà interessare lo scalo ibleo e si muove in questo senso. I contatti in queste settimane sono stati sempre più intensi con le compagnie aeree e si conoscono già alcuni dettagli interessanti, anche se non sono stati ancora ufficializzati. La Soaco sta cercando innanzitutto un collegamento nazionale con Roma e Milano e la possibilità più concreta al momento è quella offerta da Air One anche se qualche altra compagnia low cost come Volotea potrebbe offrire altre buone possibilità.

Per quanto riguarda il mercato estero si punta decisamente ai ricchi mercati nordeuropei ed i contatti con Jet2.com sono in dirittura di arrivo. Jet2.com è il secondo vettore low cost britannico che aprirebbe un territorio di grande attrattiva ed un network interessante. C’è poi una compagnia italiana, il cui nome è coperto da assoluto riservo, che si è offerta per le rotte dell’Est europeo. Entro metà febbraio il quadro sarà completo e chiaro e la Soaco potrà già elaborare un piano operativo grazie anche al know-how della Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, che è socio di maggioranza della stessa Soaco. C’è poi una trattativa ancora aperto con Ryan Air che va avanti da tempo.

La low cost irlandese propone un piano industriale di sette anni per un costo di circa 47 milioni, con un costo medio di sette milioni annui. La compagnia garantisce una media di due milioni di passeggeri l’anno quando il piano andrà a pieno regime ma vuole mani libere per la definizione delle rotte. Coprire costi così alti sarebbe troppo gravoso per lo scalo comisano ed i costi dunque, o buona parte di essi, dovrebbero essere coperti dal territorio, con i privati che si muovo nel comparto turistico, come agenzie, albergatori, associazioni, a fare fino in fondo la loro parte.