Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:02 - Lettori online 1127
COMISO - 11/10/2012
Attualità - Una situazione che si protrae nel tempo

Zona artigianale nel degrado, la Cna chiede interventi

Incalzata l’amministrazione Alfano Foto Corrierediragusa.it

Poche settimane fa, la Cna aveva segnalato lo stato di totale abbandono della nuova zona artigianale di Comiso, dove molte imprese avevano fatto degli investimenti, ma si trovano ad operare in una zona sporca, con strade simili a mulattiere, e dove le scerba ture non vengono effettuate da tempo immemore. Subito dopo, altra segnalazione sul mancato utilizzo del centro polifunzionale che era stato realizzato già nel 2007 ma che non è mai stato consegnato alle imprese ed alle associazioni di categoria, per poterne gestire i servizi.

Ora, con un’altra nota la Cna, tramite Giovanni Calogero (foto) e Giovanni Sallemi, torna sull’argomento incalzando l’amministrazione Alfano, a dare risposte. «Il silenzio degli amministratori di Comiso sulla zona artigianale è strano e immotivato. Questo quello che è emerso nella riunione tenuta, nei locali cittadini della Cna, dai rappresentanti di alcune ditte insediate nella zona Pip del centro casmeneo – dicono il presidente territoriale Giovanni Calogero e il responsabile organizzativo Giovanni Sallemi- ma le imprese che hanno investito centinaia di migliaia di euro nella zona Pip meritano attenzione, rispetto e disponibilità.

Facciamo notare, ancora una volta, che quest’area è diventata un cattivo biglietto da visita per le ditte insediate ma soprattutto per Comiso. Clienti, fornitori, rappresentanti arrivano e trovano belle aziende inserite in un contesto che, con un eufemismo, definiamo poco ospitale. Per questo torniamo a chiedere maggiore attenzione nei confronti di chi compie investimenti, crea occupazione e sviluppo vero. Le discariche che abbiamo segnalato non solo non sono state rimosse ma continuano a crescere. Questo, oltre a sottolineare l’inciviltà cronica di qualche cittadino, dimostra che la videosorveglianza non funziona come dovrebbe. Le strade che collegano la zona Pip con il resto del territorio sono più adatte alla circolazione degli animali da soma che a quella di auto, furgoni o tir.

Abbiamo appreso dall’Amministrazione che esiste un progetto di riqualificazione della viabilità fermo al Cipe dal 2008. Forse è venuto il momento di sollecitarlo. Quattro anni di silenzio sembrano tanti». Nel frattempo i due rappresentanti, sollevano una serie di interrogativi: si potrebbe asfaltare la strada fino alle vicinanze del torrente e poco dopo lo stesso? Il centro direzionale potrebbe essere messo in sicurezza prima che venga definitivamente smontato? « In attesa che queste domande trovino una risposta, invitiamo il sindaco ad avere l’audacia (la stessa che hanno le imprese insediate) di trascorrere un paio d’ore insieme con le ditte e con il gruppo dirigente della Cna nella zona Pip per verificarne lo stato e individuare soluzioni possibili e praticabili in tempi brevi».