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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 704
COMISO - 03/10/2012
Attualità - Le abitazioni popolari sono arrivate al massimo degrado

Case fatiscenti, ma lo Iacp fa solo promesse di interventi

Il residente Giuseppe Militello: «Canone aumentato a 220 euro, ma l’Istituto non interviene»
Foto CorrierediRagusa.it

Perdite d’acqua, infiltrazioni e soffitti che stanno cedendo. Queste sono le condizioni in cui versano gli alloggi dell’Istituto autonomo case popolari (IACP) del viale della Resistenza a Comiso. I residenti sono ormai esasperati da anni di segnalazioni, promesse mai mantenute e rischi per la sicurezza. Ma pare che l’Istituto faccia orecchio da mercante. «Abbiamo chiesto più volte in dieci anni – ha dichiarato Giuseppe Militello residente in uno degli alloggi – di potere scomputare il canone ed acquisire definitivamente le case. Ma ogni volta, si rinvia. Vengono con il pretesto di fare manutenzioni, ma poi lasciano tutto com’è. Ultimamente ci hanno detto che entro dicembre, dovrebbero avviare le pratiche per lo scomputo, ma ad oggi non è ancora stato fatto niente».

Militello, ha spiegato che è stato richiesto anche l’intervento degli uffici tecnici comunali per la verifica sulla sicurezza e per domani è previsto un incontro tra il Comune ed i responsabili Iacp. Da poco l’Istituto ha anche aumentato il canone mensile che è arrivato a 220 euro. Secondo le testimonianze delle famiglie, molto spesso hanno provveduto autonomamente a fare lavori di piccole manutenzioni, ma non sono stati sufficienti.

Il cedimento parte dalle fondamenta che diversi mesi fa sono state puntellate, ma lasciate così. La gente è preoccupata, i mattoni degli appartamenti stanno saltando via, i tubi sono peggio dei colabrodo, e spesso cadono dal soffitto e dalle pareti calcinacci. Le ringhiere delle scale sono fatiscenti e pericolose, ma a quanto pare tutto questo non interessa ai responsabili dell’ Iacp. «Speriamo che il Comune si interessi a diffidare quanto prima l’istituto – hanno dichiarato altri presenti – perché per legge ci toccherebbero appartamenti sostitutivi se questi non rispondono più alle norme di sicurezza».