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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:11 - Lettori online 1794
COMISO - 07/03/2008
Attualità - Comiso - Opposizioni alla chiusura di maternità e ostetricia

Comiso: Interventi pro ospedale

Intervengono due dei tre candidati a sindaco Foto Corrierediragusa.it

Sul rischio di chiusura di due reparti ( maternità ed ostetricia e ginecologia) del nosocomio comisano, il Regina Margherita, previsto per la prossima settimana, intervengono due dei tre candidati a sindaco, per le amministrative di Comiso.

Il primo è Antonello Digiacomo, in corsa per l’ Mpa. Il rappresentante del partito di Raffaele Lombardo, ha dichiarato che era già previsto come primo punto del suo programma elettorale, la tutela e la salvaguardia dell’ospedale di Comiso, un ospedale per altro, nuovo rispetto agli altri, soprattutto nella zona ipparina della provincia di Ragusa. Digiacomo ha affermato che la responsabilità di questo lento smantellamento è della classe politica soprattutto locale che non ha mai preso, a suo avviso, una posizione molto più decisa e forte. Antonello Digiacomo, aveva anche dichiarato qualche giono fa, che anche la classe politica provinciale di centro destra, aveva delle grosse responsabilità per la mancata difesa del nosocomio.

Sulla vicenda legata alla soppressione del reparto di maternità del Regina Margherita di Comiso, è intervenuto anche Gigi Bellassai, candidato a Comiso per il centro sinistra. Bellassai, innanzitutto ha invitato Digiacomo, a sotterrare l’ascia di guerra delle polemiche ed a unirsi in questa lotta forte per il miglioramento dell’ospedale e non per lo smantellamento di interi reparti.

Ha poi ribadito l’impegno passato, presente e futuro dell’amministrazione, a mantenere, potenziare e se del caso, aggiungere, reparti nel nosocomio comisano. Infine ha esternato la sua amarezza nel costatare che il candidato a sindaco di centro destra, Giuseppe Alfano, non ha mai speso una sola parola in merito alla situazione del Regina Margherita, e che continua nel suo silenzio, anche ora che si rischia di perdere due reparti così grossi, ai danni dell’intera comunità.