Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:01 - Lettori online 1443
COMISO - 11/07/2012
Attualità - Si allarga il dibattito sanitario che riguarda gli ospedali ipparini

Turtula: «Basta, Comiso e Vittoria facciano sistema»

Il coordinatore dell’Area tematica sanità del Pd offre il suo spunto di riflessione e invita a superare gli aspetti campanilistici per il bene comune. «La legge 5 del 2009 dà solo linee di indirizzo e il decreto assessoriale 11/2011 impone che a Comiso ci siano reparti di Chirurgia e Medicina per acuti»
Foto CorrierediRagusa.it

La razionalizzazione dei presidi ospedalieri di Vittoria e Comiso ha scatenato un dibattito effervescente che rischia di sconfinare nel campanilismo. Che fare dei due plessi? Come strutturarli in maniera efficiente senza penalizzare quello di Vittoria, in trincea, né quello di Comiso, che pure vanta una ricezione alberghiera e professionalità sanitarie di tutto rispetto? Dopo gli interventi di Fli di Vittoria, di Giuseppe Scuderi, infermiere, e di Fabio Fianchino, consigliere comunale Pd di Comiso, la riflessione meritevole di attenzione arriva da Biagio Turtula, coordinatore dell’area tematica sanità del Pd di Comiso.

Nel dire la sua, sicuramente competente opinione sulla materia, Turtula spera sia stato un refuso del sottoscritto l’avere scritto che a seguito della presa di posizione di Fabio Fianchino, riguardo alla maggiore efficienza del nosocomio comisano rispetto a quello vittoriese, i sanitari vittoriesi si sono abbandonati a una fragorosa risata. No, non è un refuso, purtroppo, perché alcuni sanitari che ritengo essere colonne portanti della struttura ipparina, per lavoro e per bravura, hanno riso davvero nel leggere quelle avventurose dichiarazioni. Se Fabio Fianchino avesse detto che Comiso va difeso fino alle estreme conseguenze perché vanta anch’esso una sanità di eccellenza, senza fare paragoni con quella vittoriese (costretta a lavorare in apnea h24 per mancanza di personale e di mezzi), nessuno avrebbe storto il naso.

Fatta questa premessa per fare rientrare gli eccessi causati dallo spirito campanilistico, che nella fattispecie potrà fare solo male non certo ai manager ma alla collettività, cosa dice Biagio Turtula sulla vicenda dei due ospedali distanti appena 6 chilometri?

«Ci sono problematiche complesse di non facile soluzione- scrive- e chi semplicisticamente afferma di avere le idee chiare chiudendo qua e accorpando là, dice delle corbellerie e non ha a cuore la salute e il diritto alla salute dei cittadini del comprensorio ipparino. Si sono dette in questi giorni tante parole che hanno volutamente innescato un certo campanilismo.

In linea di principio siamo tutti d’accordo sulla razionalizzazione delle risorse economiche, umane, tecnologiche per una sanità più incisiva ed efficiente, che poi è il principio che ha ispirato la tanto sbandierata legge 5 del 2009, la quale non parla affatto degli ospedali di Vittoria o Comiso così come non cita nessun altro ospedale della Sicilia, ma dà delle linee di indirizzo per quelle norme che saranno ulteriormente diramante in seguito. Una di queste norme è il decreto assessoriale 11 dell´11 gennaio 2011 (trovasi sul sito Aziendale) che definisce la pianta organica dell’Asp di Ragusa e impone che a Comiso ci siano reparti di Chirurgia e Medicina per acuti, punto.

I coordinatori provinciale e cittadino di FLI se ne facciano una ragione visto che citano leggi e norme. Purtroppo anche se lo spirito della legge 5 del 2009 è meritevole, gli atti normativi che si sono susseguiti dopo di essa non sempre sono coerenti, anzi per certi versi sono contraddittori e per questo di difficile applicazione, almeno nel breve periodo.

Il consigliere Fianchino, tra l’altro, fa il suo dovere visto che è stato eletto per fare gli interessi della cittadinanza di Comiso, guai se non lo facesse, perché sa bene che all’interno dell’Ospedale di Comiso non esistono reparti che hanno indici occupazionali inferiori al 70%, anzi.

Se l’ospedale di Comiso lotta già da tempo per non farsi espropriare dei servizi minimi e delle poche risorse umane di cui è dotato, l’ospedale di Vittoria è sulla buona strada, come ha potuto sperimentare il coordinatore provinciale di FLI, che solo adesso si appella a tutte le forze politiche, sindacali ecc. tirando in ballo il versante ipparino.

Senza voler ulteriormente portare avanti polemiche che non giovano a nessuno, ma che qualcuno alimenta, sono convinto che Comiso e Vittoria devono fare sistema senza penalizzazione delle comunità che risiedono nel territorio; posso altresì affermare che da parte del Pd di Comiso c’è sempre stata la disponibilità a colloquiare con chi, scevro da pregiudizi e nell’interesse dei cittadini, nonché degli operatori, vuole un confronto per rivedere il sistema sanitario del versante ipparino, ripeto, senza penalizzazioni, ma valorizzando le prerogative delle singole strutture e delle loro potenzialità, per fare fronte comune contro chi vuole espropriarci dell’eccellente offerta sanitaria che il versante ipparino ha sempre fornito».