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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1371
COMISO - 09/06/2012
Attualità - Le due velocità dei governi regionale e nazionale per l’aeroporto

La Regione accredita 4,5 milioni per lo start-up di Comiso

Il deputato regionale Pippo Digiacomo dà una notizia buona e una cattiva: «I soldi sono già nel conto della Tesoreria del Comune, ma il ministro Passera è sordo. Lo faremo sentire a Fiumicino il 30 giugno»
Foto CorrierediRagusa.it

Quattro milioni e mezzo per lo start-up. La Regione siciliana ha completato l’iter per l’accreditamento delle risorse economiche per la struttura aeroportuale comisana. I soldi sono già a disposizione della Tesoreria del Comune. Purtroppo il ministro Passera, quello che doveva ricevere il deputato comisano Pippo Digiacomo (nella foto durante la precedente manifestazione di protesta) su appuntamento fissato dal segretario generale del Pd Bersani, rivolge le sue attenzioni verso l’aeroporto di Salerno, noto per la sua inoperosità. «E il governo nazionale ad essere latitante». Lo dice il deputato Digiacomo nello stesso momento in cui annuncia la materializzazione della somma destinata al Magliocco/La Torre: nel dubbio abbiniamo i due illustri cognomi e non facciamo torno a nessuno.

Con l’assegnazione di questo contributo regionale «puntualizza Pippo Digiacomo- si assicurano per i primi due anni i costi dei servizi di assistenza al volo, indispensabili per il funzionamento dell’aeroscalo». Ma la querelle continua, perché dall’accoppiata Tremonti- Matteoli (quello che ci aveva promesso di brindare con lo spumante un anno fa) all’accoppiata Monti- Passera (quello che doveva subito incontrare Digiacomo) la presa in giro per il territorio del Sud e per i comisani è identica. Con quale faccia dicono che dopo i tagli e i sacrifici serve la crescita e lo sviluppo non si sa! Forse aprire un aeroporto non è sinonimo di crescita e sviluppo?

Pippo Digiacomo stavolta alza la rotta e punta su Fiumicino. Ma prima precisa: «Come sempre, con i fatti e con risorse vere dimostriamo il nostro incessante lavoro verso l´aeroporto di Comiso. A differenza di alcuni mestatori del Pdl comisano che sparano numeri a vanvera, noi manteniamo gli impegni garantendo il contributo necessario all´avvio dell´infrastruttura e continuiamo a profondere per Comiso risorse per milioni e milioni di euro. Purtroppo, e con grande rammarico, continuiamo ad assistere all´assordante silenzio del governo nazionale. Non abbiamo registrato alcun segnale che possa lasciare intuire una risoluzione positiva della vicenda, anzi con delusione apprendiamo che il ministro Passera si dichiara pronto a dare credito e sostegno ad un aeroporto come Salerno, la cui poco operatività è nota, e ignora Comiso».

Digiacomo espone il problema in termini ragionieristici: «Ecco cosa stiamo perdendo: 1.500.000 passeggeri nel 2015 (500.000 nel 2013, 1.100.000 nel 2014 con soli due vettori). Ce ne faremmo un baffo della crisi con un miliardo di euro di PIL in più in tre anni. Il profilarsi di un danno erariale e l´ipotesi della restituzione delle somme alla Comunità Europea, purtroppo, non lascia presagire nulla di buono». Già danno erariale. A che punto è l’indagine della Guardia di finanza e della Corte dei Conti, che hanno già fatto capire che ci possa essere in questo ritardo un danno erariale da addebitare a qualcuno?

E la protesta continua. Non sciopero della fame, niente da insolazioni al sole (siamo già a 30° e non conviene a nessuno), meglio spostare l’attenzione direttamente verso la capitale, dove ci sono le stanze dei bottoni. «Per questo- conclude Digiacomo- giorno 30 giugno andremo ad occupare Fiumicino e faremo sentire forte il grido di una terra che ha riposto nell´aeroporto le speranze di una reale rinascita economica. Vorrei conoscere chi fa i conti a Monti e Passera: ma forse è per questo che non ci vogliono ascoltare, perché non c´è orecchio più sordo di quello che non vuole sentire. Ma ascolteranno, e come se ascolteranno...». A Roma, però, dovrebbe andarci tutta la classe politica e istituzionale della Regione, per dimostrare che lo scalo lo vogliono tutti e non solo una parte politica.