Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 727
COMISO - 17/05/2012
Attualità - Accertamento della polizia su 25 copie dei manifesti al comune dopo la denuncia

Il Pdl: "Ecco i responsabili del dissesto a Comiso"

La reazione del Pd e del vicesegretario Gaetano Gaglio
Foto CorrierediRagusa.it

La Polizia arriva al comune e accerta se sono state pagate le tasse per alcuni manifesti a firma Pdl (foto). Ieri sui muri di Comiso, sono spuntati alcuni manifesti a danno di componenti del Partito Democratico. Nello specifico, si leggeva a chiare lettere che Digiacomo, Bellassai e Fianchino, sono stati la causa del dissesto. Immediatamente è stata sporta denuncia presso il prefetto, il questore ed il commissario Amarù. Oggi, agenti di polizia si sono recati presso gli uffici affissione del comune per gli accertamenti.

Sull’accaduto, è intervenuto non solo tutto il Pd di Comiso, ma anche il vice segretario Gaetano Gaglio che ha dichiarato: « Il Pdl di Comiso ha deciso di avviare in anticipo sui tempi previsti e nel peggiore dei modi la campagna elettorale per le amministrative 2013 oltrepassando, all’atto di esordio, tutti i possibili limiti di decenza.

Sarebbe meglio dedicare il tempo residuo ad occuparsi della città e dei suoi abitanti piuttosto che alzare un muro di calunnie e confusione dietro cui nascondersi per gli ultimi 11 mesi. A Comiso il Pdl locale ha avviato la campagna elettorale di affissione un anno prima del voto amministrativo e lo ha fatto nel peggiore dei modi sostituendosi alla Corte dei Conti, alla procura e ai Commissari prefettizi e istituendo un «Tribunale della Libertà» che, in assenza di qualunque regola, provvedimento amministrativo o giudiziario, individua false colpe e falsi colpevoli del dissesto e li addita all’opinione pubblica al posto dei responsabili reali.

L’imbarbarimento dell’interlocuzione politica di questi tempi ci ha purtroppo abituato a tutto, ma additare a responsabili del dissesto singoli individui, in un periodo di disagio sociale diffuso che rasenta la disperazione, è un atto infantile, irresponsabile, vile, pericoloso, incivile ed indecente, che può esporre a rischi personali gli esponenti politici «segnalati» e le loro famiglie.

A Pippo Digiacomo, Gigi Bellassai e Fabio Fianchino va la solidarietà dell’intero Partito Democratico e di tutti i cittadini che questi metodi calunniatori scorretti non possono tollerare. Ci sono atti, nella vita come in politica, che qualificano più chi li compie che non certo chi li subisce, e questo è uno di quelli. Sarebbe meglio che il Sindaco Alfano si dissociasse immediatamente dal contenuto e dalla forma dei manifesti affissi dal suo partito e che il Pdl di Comiso, per se stesso e per la città, chiedesse scusa per un errore marchiano, rimuovesse i manifesti affissi, e si concentrasse, con le altre forze politiche cittadine, a salvare il salvabile nell’interesse dei cittadini, restituendo alla politica la sua funzione naturale con un sussulto di dignità».

Anche l’onorevole Pippo Digiacomo, a nome di tutto il Pd, ha dichiarato: «Il manifesto, nel suo contenuto, oltre a arrecare un danno all´immagine dei Commissari liquidatori appena insediatisi, ne strumentalizza la delicatissima funzione. Tengo a sottolineare che addossare la responsabilità del dissesto finanziario ai tre esponenti del Pd, senza alcun dispositivo amministrativo e/o giuridiziario ha il solo scopo di ledere il sottoscritto e il partito di cui faccio parte, sia dal punto di vista morale che, eventualmente, fisico, giacché questo modo così brutale di diffondere informazioni false può arrecare grave pregiudizio alla mia incolumità e a quella di Bellassai e Fianchino».


Sarebbe?
18/05/2012 | 10.32.37
Elianto

A dire il vero, si potrebbero riportare altrettante testimonianze (e forse qualcuna in più) in senso diametralmente opposto. E quali sarebbero poi i parametri di etica e di dialettica, cosa vuol dire "certi"? Forse quelli che da anni il Pd usa contro l´amministrazione Alfano e contro la persona del sindaco? Quali sarebbero i parametri? Quelli del falso sistematico? Della demagogia a buon mercato? Del bene tutto da una parte e del male tutta dall´altra parte? Della doppia morale? Sarebbe certo sacrosanto, in un momento di grave difficoltà della città, se la politica tutta lavorasse per sanare errori del passato, bilanci e quant´altro. Certo. Inizi dunque il Pd a dare prova di voler riportare il dibattito politico entro "certi parametri di etica e di dialettica".


bingo
18/05/2012 | 10.11.45
jago

se qualcuno voleva vittimizzare la passata amministrazione, c´è riuscito troppo bene. mi domando chi siano gli strateghi che lavorano dietro le quinte e che ancora non hanno ben capito che questi atti non raggiungono l´effetto sperato, ma il suo contrario. ieri pomeriggio, ho assistito personalmente a tutti i gesti e le testimonianze di solidarietà nei confronti dei tre dirigenti di partito attaccati in questo modo. tra i tanti attestati di solidarietà moltissimi anche da parte di persone che non votano a sinistra, ma che hanno voluto sottolineare una presa di distanza da tutto questo. penso sia necessario, se non indispensabile, riportare il dibattito politico a certi parametri di etica e di dialettica che se applicati, ridarebbero dignità alla politica in generale.


Vergognatevi!
17/05/2012 | 21.45.30
Davide Nicaso

C’è da vergognarsi ad affiggere questi manifesti!! Se questo è il modo di fare politica chi ha ideato e autorizzato l’affissione di questi manifesti merita di essere dimenticato da tutti gli elettori. E’ ora di finirla di fare politica infangando i nomi degli avversari. Un politico che cita negativamente un altro politico non sa fare il politico e non merita di fare il politico.
Pur non simpatizzando per la loro corrente politica, piena solidarietà da parte mia alle tre persone esposte e mi auguro che chiedano il risarcimento del danno alla propria immagine.


Nessun sequestro
17/05/2012 | 21.17.02
Elianto

Come vedete, l´articolista è stata costretta a una stridente marcia indietro. Nessun sequestro. Ora, non si vogliono qui impartire lezioni a nessuno, ma non sarebbe opportuno, prima di scrivere, verificare le fonti? Accertare i termini esatti della questione? Un perdonabile errore dell´articolista, che avrà ecceduto con la fantasia. In ogni caso, ha provveduto immediatamente a modificare il testo. In verità, non è successo granché: solo una querela da parte del Pd che crede così di stoppare le critiche all´operato dei suoi ex amministratori che si ripropongono, tali e quali, alla città per il futuro. Insomma, la solita bolla di sapone.


il codice civile qualcuno dovrebbe conoscerlo
17/05/2012 | 19.18.18
cicerone

Articolo 10. Qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione e dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni