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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 738
COMISO - 10/05/2012
Attualità - Cgil, Cisl ed Uil denunciano ancora una volta il rimpallo delle responsabilità

Aeroporto di Comiso: e l´incontro romano con Passera?

Sull’apertura del Magliocco è un gioco delle parti che non convince
Foto CorrierediRagusa.it

E’ un giochetto stucchevole. Peccato che di mezzo ci sia lo sviluppo di un territorio, le aspettative di operatori turistici e commerciali. A nulla sono servite proteste, mobilitazioni e tavoli tecnici ed anche uno sciopero della fame. A proposito l’incontro a Roma col ministro Passera da partedi Pippo Di Giacomo, annunciato da quest´ultimo a conclusione del suo sciopero della fame come prossimo già la scorsa settimana, come è andato a finire? Sull’apertura del Magliocco è un gioco delle parti che non convince e la verità di fondo è che non c’è la volontà politica di aprire lo scalo e forse neppure quella grane motivazione che dovrebbe muovere il socio di maggioranza della Soaco ad aprire.

L’ ultima presa di posizione dell’Enav che dichiara una generica disponibilità a prestare il servizio sull’aeroporto di Comiso previa autorizzazione dei Dicasteri azionisti e vigilanti (Economia, Infrastrutture e Trasporti) nello scrupoloso rispetto dei Contratti di Servizio e di Programma con lo Stato sembra ancora una volta un brodino diluito, insapore e forse anche indigesto. Quando si parla di Europa e del ritardo del Sud bisognerebbe pensare all’aeroporto di Comiso; perché a Berlino si apre un aeroporto nuovo di zecca nel giro di sei mesi ed a Comiso, ed in genere al sud, non bastano dieci anni. Bene hanno dunque fatto Cgil, Cisl ed Uil a denunciare ancora una volta il rimpallo delle responsabilità.

Dicono i segretari Avola, Bandiera e Romeo «E’ arrivato il momento di dire basta: occorrono fatti, bisogna inchiodare il governo e le forze politiche alle loro responsabilità: l’aeroporto di Comiso deve essere aperto. Bisogna coinvolgere la nostra comunità, le forze produttive e lavorative del territorio e avviare un processo di mobilitazione contro l’inerzia e la volontà del Governo. Non è più giustificabile l’assenza del decreto interministeriale di inserimento del Magliocco nel novero degli aeroporti serviti dall’Enav, a fronte della disponibilità dei fondi regionali, 4 milioni e mezzo di Euro, che copriranno almeno il primo biennio dell’attività dell’aeroporto. Non è più tollerabile che gli oltre 70 milioni di euro di fondi comunitari spesi per la riconversione e l’ammodernamento dell’aeroporto possano andare dispersi per la negligenza del governo nazionale».

Nella foto alcuni esponenti sindacali durante lo sciopero della fame di Digiacomo


ma quannu finisci sta babbiata?
12/05/2012 | 0.16.00
raffeli

Buonu, ppi fauri, facitulu zittiri... nun fa arriri a nuddu...